Oddo, affare fatto E oggi il Milan chiude per Ronaldo

Il Real cede il Fenomeno a sei milioni: tre li paga lui, tre i rossoneri. La firma con la Lazio tra mille difficoltà

«Se pazienza ti manca e discrezione, né buon servo sarai, né buon padrone». Al Milan fa forse difetto la discrezione, non di certo la pazienza esercitata in dosi industriali nelle ultime ore. E con la tecnica di un mattone al giorno, ecco spuntare all’orizzonte di Milanello la sagoma di Massimo Oddo, terzino destro, esponente dell’Italia campione del mondo (in verità si ricordano di lui più i tagli stravaganti dei capelli a Totti e Gattuso che performance in campo), 31 anni da compiere. E oggi toccherà a Ronaldo dopo un colpo di scena avvenuto ieri sera: il Real ha abbassato le pretese a sei milioni di euro. Milan e Ronaldo si sono mesi d’accordo per fare metà per uno e oggi ci sarà la firma.
L’accordo per Oddo, raggiunto nel cuore della notte al culmine dell’ennesimo colloquio telefonico tra Lotito (presidente della Lazio) e Galliani (vice-presidente esecutivo del Milan), è rimasto in bilico per tutto il corso della giornata a causa di ripensamenti e complicate trattative economiche tra la Lazio e il suo ex capitano, passato nel frattempo da Formello a salutare qualche sincero sodale (non l’allenatore Delio Rossi). Nessuna discussione sulle cifre, allora: l’offerta del Milan ferma a 7 milioni 750 mila euro più Foggia (valutato 3 milioni di euro). Tutto per aria invece tra Lotito e Oddo che dopo la rinuncia agli 800mila euro maturati in forza del famoso piano Baraldi, va su tutte le furie quando apprende che la società romana vuole cancellare dal conteggio lo stipendio del mese di gennaio. L’episodio, riferito a Galliani, provoca un tempestoso colloquio telefonico con Lotito, febbricitante e raggiunto a casa. «Io non parlo più con quel signore» fa sapere il vice-presidente esecutivo rossonero ai suoi collaboratori. Nel frattempo si apre un altro fronte polemico. E cioè Foggia, per l’arrivo di Jimenez dalla Ternana, chiede di essere trasferito in prestito alla Samp pur di riuscire a giocare qualche partita. La richiesta, firmata dal suo procuratore Cavalleri in toni molto educati, non viene presa in considerazione. Di qui lo slittamento dell’arrivo di Oddo a Milanello, il rinvio a oggi della sua partenza, delle visite mediche e perciò dell’annuncio ufficiale dell’affare di mercato.
Risolto poi senza problemi il rinnovo di contratto di Seedorf fino al 2011, il Milan è ricorso a dosi notevoli di pazienza anche sul fronte Ronaldo, dove tutto è pronto per l’affare. Ma quanta fatica dopo una clamorosa svolta rappresentata dall’esternazione di Mijatovic, il responsabile dell’area tecnica del Real Madrid con tanto di invito in modo plateale e pepato a Galliani. «Un giocatore importante come Ronaldo non può essere trattato attraverso intermediari» ha sostenuto polemico con riferimento al procuratore del Fenomeno, Fabiano Fariah e a Ernesto Bronzetti nel frattempo risucchiato a Milano dalla gestione del caso Oddo. «Si tratta di una mancanza di rispetto, se vogliamo essere cattivi. E promettiamo che non c’è al momento alcuna intenzione da parte nostra di inserire nella trattativa il nome di Kakà» la frase di Mijatovic che fa il giro dell’Europa rimbalzando da Madrid a Roma e quindi a Milano dove trova una risposta indiretta da parte dell’ufficio stampa della società rossonera. «Il Milan è assente da Madrid perché non ha mai chiesto Ronaldo. È stato il Real a chiamare Ronaldo e a intimargli: cercati una squadra, non fai più parte del nostro progetto tecnico. Il Milan ha ricevuto l’agente di Ronaldo cui ha offerto un approdo ma solo dopo aver rescisso il contratto col Real Madrid»: il concetto è di Adriano Galliani, le parole del suo portavoce. Come dire: il Milan non si schioda da via Turati dove è atteso solo Ronaldo col suo cartellino. E di trattative col Real non c’è nessuna voglia nonostante le pressioni dello stesso agente brasiliano del centravanti il quale non vede l’ora di compiere l’ennesimo trasloco della sua luminosa carriera.
Nel frattempo a Madrid e a Milano si è continuato a trattare. Specie dopo l’arrivo, improvviso e inatteso, in via Turati, di Franco Baldini, consulente di mercato madridista inviso ai vertici del Milan a causa della vicenda Kakà. È il segno della ricomposizione della frattura diplomatica e dell’avvio a conclusione della trattativa. Oggi può essere il giorno buono. Il Real è ormai uscito allo scoperto e non può più tornare indietro. Vuole 6 milioni di euro: 3 milioni ne reclama dal giocatore, 3 invece ne dovrebbe aggiungere il Milan, direttamente o no è un dettaglio contabile di nessun rilievo ai fini della conclusione della trattativa. «Guardate che Ronaldo non è il tipo da fare concessioni economiche al Real Madrid» fanno sapere dalla Spagna come se esistesse notizia di un professionista del settore pronto a decurtarsi lo stipendio per passare da una società all’altra.
E da Milanello si sprecano i benvenuto nei confronti di Ronaldo. «Anche se siamo attrezzati in attacco lo accetteremmo volentieri» la frase di Gilardino, bravo ragazzo pronto a scagionare persino Behrami dopo il fallaccio di domenica sera. Solo Parreira, ex ct del Brasile in procinto di passare sotto le bandiere calcistiche del Sudafrica, prende Ronie a scudisciate: «Non è più un ragazzino, deve concentrarsi solo sul calcio».