Oddo: «Totti giocherà E batterli sarà ancora più bello»

Il capitano biancoceleste: «Loro sono i favoriti anche perché sono davanti e hanno grandi giocatori. Ma anche il 6 gennaio 2005 era così e vincemmo noi...»

Emiliano Leonardi

Il pronostico è chiaramente a sfavore dei biancocelesti, e stasera, all’Olimpico, servirà una vera e propria impresa per arginare quelli di Trigoria. Che hanno vinto le ultime sei gare di campionato con una produzione offensiva da record (19 reti) e soprattutto ritrovato la verve di Francesco Totti, tornato perfino in vetta alla cannonieri. Il capitano della Roma alla fine giocherà ma nessuno a Formello aveva cullato davvero la speranza di non vederlo al fischio d’inizio. L’aveva sottolineato Rocchi in conferenza stampa («quando arrivo a leggere queste cose giro subito la pagina del giornale»), e Oddo addirittura azzarda: «Con lui in campo sarà più bello batterli!». Anche se poi il capitano mette le mani avanti: «Loro sono i favoriti anche perché sono davanti a noi in classifica e hanno una rosa con grandi giocatori». Poi però ritorna la scaramanzia: «Ma anche il 6 gennaio del 2005 era così - dice Oddo - e poi sappiamo tutti come è andata, speriamo di ripeterci». Comunque Oddo non pensa minimamente alla possibilità che questo sia il suo ultimo derby: «Siamo consapevoli della nostra forza. Si vince restando umili, uniti e compatti e poi il mio prossimo derby lo farò qui a Roma», dice il capitano biancoceleste. Che anche se ormai si è abituato al clima derby capitolino ammette che è sempre una partita speciale: «Chiunque vorrebbe giocare una partita come questa - assicura - e secondo me chi ha detto che vale quanto una finale mondiale non ha sbagliato perché l’atmosfera è quella, anche se il risultato non è decisivo né tanto meno definitivo. È una partita che vale sempre tre punti, anche se c’è molto di più».
Delio Rossi in questi giorni ha lavorato col silenziatore, risparmiando energie. La sua idea sembra quella di replicare il rombo di centrocampo, modulo che dipende molto dalla resa del trequartista Mauri e dalla spinta degli esterni difensivi Zauri e Oddo. E molto influirà anche l’atteggiamenti di Rocchi e Pandev, e la loro velocità nelle azioni di contropiede. Poi, a centrocampo, saranno decisivi i confronti diretti: Mauri che dovrà pressare De Rossi in avvio di manovra, mentre a Ledesma è affidato il compito di anestetizzare Perrotta sulle ripartenze. Sono mosse decisive che potrebbero portare Mutarelli e Mudingayi, impiegati sull’out avanzato, al lancio lungo per gli attaccanti, con Makinwa pronto a subentrare a Pandev qualora Goran non imbroccasse subito la giornata decisiva. Perché il macedone può essere l’uomo decisivo o l’uomo in meno. Ma a Formello non vogliono nemmeno pensare a questa ipotesi...