Oderzo, l'ultimo saluto a Pezzulo La figlia Giusy: "Ciao mio eroe"

Esequie solenni per il maresciallo Giovanni
Pezzulo, caduto in Afghanistan. Presenti il ministro della Difesa Parisi e il capo di stato maggiore Castagnetti. Le commosse parole del vescovo, il dolore della moglie e della figlia

Oderzo (Treviso) - Oderzo in lutto ha dato l'ultimo saluto con il tricolore al maresciallo Giovanni Pezzulo, caduto in Afganistan nella valle di Uzeebin in un agguato. La cittadina ha le finestre imbandierate così come chiesto dalla figlia, Giusy Pezzulo. Enorme quella su una facciata in restauro in piazza del Duomo dove sono stae officiate le esequie. Grande anche quella messa sulla finestra dagli stessi famigliari del maresciallo in forza al Cimic Group South. In piazza del Duomo erano schierati i picchetti in rappresentanza delle quattro armi delle Forze Armate. Una ventina le corone di fiori appoggiate all'esterno della chiesa e già alcune centinaia le persone in attesa del feretro. Tra queste rappresentanti delle associazioni d'arma e della protezione civile. L'amministrazione comunale ha fatto affiggere ovunque dei cartelli con un breve messaggio con cui si partecipa al dolore per la morte di Pezzulo, "caduto in Afghanistan - è scritto - mentre svolgeva attività umanitarie a favore della popolazione civile". Al rito funebre ha partecipato il ministro della Difesa Arturo Parisi con il capo di stato maggiore dell'esercito, generale Fabrizio Castagnetti, e i famigliari del maresciallo. In particolare, la moglie Maria e la figlia Giusy sono arrivate con altri congiunti a bordo di tre pulmini militari direttamente dalla caserma 'Fiore' di Motta di Livenza, dove era stata allestita la camera ardente.

il vescovo: "Ha dato il meglio di sè" "Giovanni ha dato il meglio di sé consapevole che chi non ama non protegge e non difende la vita". E' uno dei passaggi centrali dell'omelia pronunciata poco fa, all'interno del Duomo di Oderzo, dal vescovo di Vittorio Veneto, mons. Corrado Pizziolo, che ha presieduto il funerale del primo maresciallo Giovanni Pezzulo. "Giovanni - ha proseguito - è rimasto vittima di un nuovo vile attentato. Ancora una volta il terrorismo, impaurito dalla solidarietà, ha manifestato il disprezzo per la vita umana". "Come credere a Dio e alla sua bontà - si è chiesto - se permette una tale follia omicida?", indicando poi che "in Giovanni si è manifestato in modo supremo l'amore di Dio. Giovanni ha dichiarato, prima in Iraq e poi in Afghanistan: 'non ti sono nemico, non ho nulla di mio, cio' che ho è anche tuo, é assurdo pensarmi come a un nemicò". "Il grande amore per la bandiera - ha concluso - è ciò che Giovanni ci lascia come suo supremo testamento".

La figlia Giusy: "Ciao mio eroe" "Ciao mio eroe continuerò il tuo lavoro; io vivo in te". Lo ha detto Giusy Pezzulo, figlia del maresciallo Giovanni Pezzulo, al termine dei funerali in duomo a Oderzo. Giusy, rivolta al feretro, ha detto tra le lacrime "non voglio ricordarti così in una bara a terra". Quindi ha aggiunto: "anche da lontano mi facevi sentire molto amata". "Non c'eri per i miei 18 anni perché eri lontano - ha detto ancora - ma mi sei stato vicino con un mazzo di rose rosse". "So quanto mi ami - ha proseguito - e ricordo quando da piccola giocavamo a sposarmi con te". "Ora devo crescere in fretta - ha concluso - per stare vicino alla mamma, mi sento forte e sono sicura che sei tu a darmi questa forza: stammi sempre vicino". Il rito funebre, tra interno ed esterno della chiesa, è stato seguito da un migliaio di persone che hanno applaudito anche l'uscita della salma dal Duomo.