Un’odissea più lunga di 90’

Paola Balsomini

E’ partito da Rivarolo stringendo tra le mani il preziosissimo biglietto di Gradinata Nord. Tutto contento perchè il tagliando era completamente a norma: nome e cognome, registrazione attraverso documento d’identità. Figlio e figlia per mano, non avrebbe mai rinunciato ad assistere al match della Sampdoria contro il Chievo. Pierangelo Ghersi non sapeva che andare ad un match della squadra del cuore avrebbe potuto trasformarsi in una vera e propria odissea. Così, arrivato di buon ora in piazzale Kennedy ha incontrato il primo sbarramento: «Qui non si può parcheggiare», gli ha annunciato la solerte vigilessa. «Pazienza», ha pensato mentre si stava dirigendo verso piazza della Vittoria. Una volta «mollata» l’auto, si è buttato sull’autobus destinazione Ferraris. «Sono arrivato». Ma si era solamente illuso.
Il primo stop è arrivato all’altezza di via del Piano: «Per carità, lei di qui non può passare, non vede, il biglietto è di Gradinata Nord». Sempre con figli al seguito ha iniziato a circumnavigare l’impianto sportivo, nel speranza di raggiungere il tanto sospirato posto di gradinata.
Dieci metri, secondo sbarramento. Qui la verifica era sul tagliando nominativo. «Tutto bene», ma anche in questo caso il signor Ghersi si era illuso. Altri dieci metri, terzo sbarramento: «Hanno perquisito prima il marsupio di mio figlio, poi la borsa di mia figlia. Hanno trovato una bottiglietta d’acqua e hanno tolto il tappo». Non molto pesante, in verità: «Ma la cosa più curiosa è che durante l’intervallo passavano a vendere le bottigliette d’acqua e tutte avevano il loro tappo».
Altra faccia della medaglia del tanto discusso decreto Pisanu.
I problemi maggiori in realtà si sono avuti con i biglietti nominali, con qualche disagio della Lottomatica che nei giorni scorsi ha subito ritardi e rallentamenti per le troppe richieste; ma anche a Marassi le cose non sono andate meglio. Tutti i provvedimenti sono rivolti ad eliminare rischi di incidenti, ma anche in questo caso non è così semplice: «All’ingresso, quando sono arrivato a tagliare il traguardo del biglietto strappato, mi hanno detto di cercare il mio posto ma che intanto con ogni probabilità sarebbe stato occupato». E infatti così era: «Ma se quello al mio posto avesse deciso di lanciare una bomba, sarebbero venuti a cercare me?». Chi può dirlo. Anche questo è uno dei punti oscuri della vicenda.
Morale della favola: «Alla partita di Coppa Uefa tra la Sampdoria e il Vitoria ho deciso di non andare. Non sapevo a che ora dovevo partire».