Odissea traghetti, 15 ore da Olbia a Genova

Prima il rap, poi il profilo su MySpace e ora la «buona azione» verso il titolare di un chiosco bar di Albenga a cui hanno bruciato il locale mesi fa. Eccola la metamorfosi di Paolo «Ozzy» Leoni, da capo delle Bestie di Satana a benefattore che dal carcere di Sanremo dove è richiuso in quanto ritenuto colpevole dell’omicidio di tre persone e mandante dell’assassinio di Chiara Marino e Fabio Tollis, uccisi a colpi di piccone e sepolti nei boschi di Somma Lombardo nel gennaio 1998, ha costruito e regalato al titolare i nuovi infissi in alluminio per il bar vittima di un attentato incendiario.
Il lavoro è stato coordinato dalla cooperativa «La Galeotta» e realizzato insieme ad altri detenuti.
Dalla casa circondariale di Valle Armea, Leoni continua a dichiararsi innocente e porta avanti la sua battaglia sul suo profilo del social network. Qualche mese fa ha incaricato un avvocato del Foro di Imperia di trovare tutte le possibili soluzioni alla sua richiesta di giustizia.
La condanna di Leoni detto «Ozzy» per la sua passione per la musica haevy metal e rock satanico, è stata confermata nel 2007 dalla Corte di Cassazione. Furono altri membri del gruppo ad accusare il capo della banda, barattando così uno sconto della pena.
Primo fra tutti fu Andrea Volpe che, dopo una condanna in primo grado a trent’anni, si è visto ridurre la pena a vent’anni «per ave collaborato con la giustizia alla risoluzione del caso».
Con la sentenza della Cassazione del 2007, la sette venne ritenuta responsabile degli omicidi di Mariangela Pezzotta, Chiara Marino, Fabio Tollis e del suicidio indotto di Andrea Bontade. Le confessioni del killer pentito portarono alla condanna di sette membri del gruppo, tra cui ovviamente, «Ozzy».