Offensiva azzurra contro i rossi anti fiaccola

La richiesta a Burlando: «Adesso condanni le frange estreme che vogliono spegnere la fiamma olimpica»

Più che olimpico di guerra, il percorso della fiaccola che da mesi corre verso i Giochi di Torino 2006 cercando, spesso invano, di superare il crescendo di ostacoli messi da anarchici, no global e no Tav. Adesso, dopo che la val di Susa è stata blindata per evitare che la torcia venga spenta, Forza Italia in Liguria passa all'attacco. Non fosse altro che proprio a Genova i manifestanti anti Coca Cola e anti tutto a caccia di visibilità la fiamma olimpica riuscirono a farla spegnere, quando gli organizzatori si trovarono di fronte alla protesta in via Venti Settembre e per motivi di sicurezza preferirono soffiare sul fuoco, sì, ma per non alimentare disordini. «A Genova il tedoforo è dovuto ricorrere a vere acrobazie, ma allora né il sindaco di Genova Giuseppe Pericu né il presidente della Regione Claudio Burlando hanno speso una parola contro l’accaduto, come invece hanno fatto altri amministratori in altre Regioni» puntano il dito Luigi Morgillo il capogruppo in Regione e il collega Matteo Rosso.
Di qui la presentazione di un ordine del giorno che impegna il presidente della giunta ma anche il consiglio regionale tutto a «esprimere condanna per i tentativi che ripetutamente vengono messi in atto da alcune frange estreme per intralciare il percorso della Fiamma Olimpica». Perché, spiegano, va bene la protesta, ma «qui stiamo perdendo ogni senso di civiltà». La Fiaccola infatti è «il simbolo più nobile dello sport, della pace e della fratellanza, che nei secoli ha unito più popoli, più culture, più religioni». È ora di fare qualcosa, avvertono gli azzurri, soprattutto «dopo la tolleranza per le occupazioni abusive e per i centri sociali, dopo le proposte di espropriare la terza casa». «Forza Italia non ci sta» è lo slogan.
«I Liguri e gli Italiani si stanno rendendo conto che una parte della sinistra non ha rispetto di niente e di nessuno» scrivono Morgillo e Rosso. E attaccano: «I consiglieri di Forza Italia auspicano, che almeno questa volta, il Consiglio Regionale, tutto, con uno scatto di dignità sappia dire un secco e deciso no, senza se e senza ma, a queste indegne barbarie che stanno esponendo il nostro paese alla vergogna internazionale».
C’è da credere che in consiglio se ne vedranno delle belle. vista anche la guerra che sulla questione si è scatenata a livello nazionale fra il centro e la sinistra dell’Unione: fausto bertinotti il leader di Rifondazione ha risposto picche agli inviti di Piero Fassino il segretario dei Ds di condannare la protesta.