Dopo le offerte Alitalia crolla in Borsa

Oggi il presidente della Consob, Lamberto Cardia, sarà ascoltato al Senato

da Milano

Il numero da brivido è 50 centesimi. Le indiscrezioni sui prezzi offerti dai candidati all’acquisto di Alitalia hanno provocato immediatamente, ieri, una valanga di vendite sul titolo, che è arrivato a perdere oltre l’8% e che ha chiuso la giornata a una quotazione di 0,9782, meno 5,49%, All’indomani della presentazione delle tre offerte preliminari per l’acquisto della quota di proprietà del Tesoro, la risposta di Piazza Affari è stata allarmata e allarmante. I prezzi contenuti nelle buste, ovviamente, sono «top secret». Ma quel mezzo euro ad azione che ha cominciato a serpeggiare - più o meno la metà della quotazione - sarebbe la media delle offerte economiche non vincolanti; e poiché si tratta, appunto, di offerte preliminari avanzate prima dell’ingresso nella data room, viene da pensare che siano approssimate al rialzo piuttosto che al ribasso.
Dopo l’acquisto della quota del Tesoro, il vincitore della gara dovrà lanciare l’Opa obbligatoria sul resto del capitale; il prezzo in questo caso dovrà essere la media tra il prezzo pagato per la quota di maggioranza e la media ponderata dei prezzi in Borsa degli ultimi dodici mesi; una norma ideata proprio per proteggere i piccoli azionisti. Supponiamo che il prezzo per le azioni del Tesoro sia di 50 centesimi: se, all’incirca, la media in Piazza Affari è stata di un euro, significa che il prezzo dell’offerta in questo caso sarebbe di 0,75 euro.
Le considerazioni sul prezzo offerto provocano numerosi interrogativi. Il bando, per esempio, non prevede che il prezzo delle offerte (né preliminari né definitive) venga comunicato al mercato. Per due-tre mesi, dunque, una cerchia ristretta di persone sarà a conoscenza di informazioni sensibili sconosciute al grosso pubblico. Inoltre il Tesoro ha più volte lasciato intendere che, nelle offerte, il fattore prezzo è «secondario» rispetto alla qualità del piano industriale elaborato dai candidati: se tale impostazione è condivisibile da un punto di vista sociale e di sistema, mal si concilia con gli interessi di una società quotata e dei suoi piccoli azionisti, per i quali il prezzo è tutt’altro che «secondario».
Come reagisce la Consob? Per ora non assume una posizione ufficiale, lasciando al presidente Lamberto Cardia, che terrà un’audizione al Senato alle 21 di questa sera, il compito di illustrare i metodi di difesa del mercato per un titolo così volatile. In ambienti della Commissione si raccoglie soltanto la considerazione che quello dell’Alitalia, essendo dall’estate del 2004 nella lista nera delle società quotate, non è un titolo per sprovveduti, e chi lo compra sa di essere esposto a un rischio più elevato. Ma forse, in presenza di una gara bandita per la privatizzazione di un’azienda pubblica, questa osservazione non è sufficiente. Vedremo che cosa risponderà stasera Cardia ai quesiti dei senatori.
La buona notizia di ieri è che i sindacati del personale di terra hanno rinviato lo sciopero proclamato per oggi, perché la trattativa sul contratto si è sbloccata. Come al solito, resta il danno (non riparabile) provocato dal solo annuncio dei disagi; revocare uno sciopero alla vigilia significa, quasi sempre, far volare gli aerei mezzi vuoti.