"Offerti 50mila euro per infangare Silvio"

Imma Dininni, attrice ospite di Villa Certosa: "La proposta da un
settimanale romano, sono sotto assedio. E anche il 'Corriere della Sera'
mi ha travisato: non ho mai ricevuto regali da Berlusconi&quot;.<a href="/a.pic1?ID=355627" target="_blank"><strong> Il giallo dell'amante di Veronica</strong></a>: &quot;In tanti lo sapevamo da tempo&quot;

Roma Imma Dininni, attrice pugliese con il sogno nel cassetto di lavorare con Gabriele Muccino ma soprattutto ospite a Villa Certosa nell’estate del 2007 e a Capodanno dello scorso anno, sbuffa nel telefonino: «Ah no eh... L’ennesimo giornalista: adesso basta! Sono letteralmente sotto assedio! Cos’è, vuole offrirmi anche lei dei soldi?».
Giuro: neppure un euro. Ma perché? Qualcuno glieli ha offerti?
«Sì, e la trovo una cosa assurda. As-sur-da».
Quanto?
«Cinquantamila euro: trenta e poi altri venti».
E chi glieli ha offerti?
«Un suo collega ma non mi faccia dire il nome, la prego».
Quotidiano o settimanale?
«Settimanale. Un settimanale romano che, sulla carta, dovrebbe essere più serio e non trattare soltanto di gossip».
Mica bruscolini. Solo per un’intervista?
«Qui sta il punto: volevano che raccontassi la loro verità. Ma io, che sono una che non le manda a dire, sa cosa ho risposto?».
Prego.
«Che doveva vergognarsi, con tutte quelle domande pruriginose, tendenziose».
Tipo?
«Se alla festa di villa Certosa c’erano donne nude... Ma le pare? Ma mica solo questo».
Ah no?
«No. Un’insistenza davvero fastidiosa: “Ma è vero che il presidente fa tanti regalini?”, “Ma è vero che è rimasta a dormire in villa?”, “Ma è vero che il presidente vi chiede di spogliarvi?”, “Ma il presidente la chiama sul telefonino?”».
E lei che ha risposto?
«Primo: che la mia anima non ha un prezzo. Secondo: che vogliono per forza vedere il marcio dove non c’è. Vogliono a tutti i costi costruire verità che non ci sono, che non esistono».
Però, scrive il «Corriere della Sera», Berlusconi le avrebbe regalato un aquilone d’oro.
«Guardi, sono furente. Macché aquilone d’oro: hanno travisato quello che ho detto».
Che fa, smentisce?
«Ma certo! Mi hanno chiesto se avevo fatto shopping a spese del premier, se avevo ricevuto regali, bracciali, ciondoli a forma di farfalle».
E?
«E ho detto di no, la verità. Poi ho raccontato la storia dell’aquilone. Episodio stravolto completamente».
Ma come, nessun aquilone d’oro in dono?
«Ma noooo. Ho solo raccontato di aver detto al premier che da bambina mi piaceva correre tra le spighe di grano con un aquilone in mano. Poi, rispondendo alla domanda sui ciondoli a farfalla, ho detto “A me allora cosa avrebbe dovuto regalare Berlusconi? Un aquilone d’oro?”».
Ma come? E il bigliettino? E la dedica?
«Ma noooo. Ho solo rievocato alla giornalista quando ho parlato al premier delle mie poesie e lui mi ha detto che sembravo una Dea del vento. Tutto qui. Nessuna smanceria, nessuna malizia, nessun tipo di avance. Soltanto che non c’è peggior sordo di chi non vuol ascoltare».
Ma come c’è finita a villa Certosa?
«La prima volta l’estate del 2007. Ero in Costa Smeralda con un’amica, invitata a una festa lì».
Chi era l’amica?
«Ma basta con ’sto gossip. Be’... Comunque ci siamo andate ma, le assicuro, saremo state lì sì e no un paio d’ore: tutto normale, pulito, alla luce del sole. Pensi che c’erano pure le figlie del premier».
E cosa è accaduto?
«Niente di particolare. Berlusconi ci ha intrattenuto. Ha riso, scherzato, parlato con tutti con grande cortesia e signorilità».
E voi di cosa avete parlato?
«Abbiamo parlato della Puglia, dell’olio, del pane di Altamura, la mia città».
Poi?
«Poi ci ha fatto visitare quel paradiso. Da esperto di botanica, s’è soffermato sulle migliaia di specie di piante e di fiori».
Poi ci è tornata a Capodanno, il celebre «party di Noemi»...
«Ma sa che Noemi non me la ricordo neppure? Forse ci siamo salutate: era una festa come un’altra, con un po’ di invitati, bella musica, amici e gente che chiacchiera, balla e si diverte. Ma dov’è tutto questo scandalo?».
Nessun harem?
«Ma quale harem d’Egitto? Io ho soltanto visto gente normale in un contesto normale. Di straordinaria bellezza, certo, ma niente di dannunziano. Per il resto mi sembra tutto chiaro».
Chiaro cosa?
«Che aspettavano le elezioni per assestare questi colpi, per riempire il premier di fango. D’altronde i grandi uomini subiscono sempre grandi attacchi. Lo vogliono incastrare ma io a questo gioco non ci sto. Ora chiedo soltanto una cosa».
Cosa?
«Che lo lascino in pace e che lascino in pace pure me. Sono giorni che mi cercano, mi assillano, mi asfissiano per farsi raccontare verità che esistono solamente nelle loro menti. Ma ora salta una rotella».
Quale rotella?
«La rotella di un ingranaggio di cui non voglio far parte: e se va avanti così sarò costretta pure a comprarmi una scheda nuova e cambiare numero di telefonino, ahimè».