Offesa alla religione: gli italiani non devono più abbassare la testa

Vorrei ricordare a tutti coloro che si indignano per la questione delle vignette satiriche contro Maometto che anni fa gli Stati Uniti presero una posizione molto più dura nei confronti dell’allora nemico numero uno, l’ayatollah Khomeini. Erano gli anni dell’assalto all’ambasciata americana di Teheran e del conseguente sequestro dei funzionari diplomatici per più di un anno. Una situazione a ben vedere molto più seria di quella attuale. In quegli anni, era il 1979, negli Stati Uniti reagirono con determinazione, la stessa determinazione che ebbe Reagan nei confronti della Unione Sovietica e che portò alla fine della guerra fredda. Alcuni imprenditori cavalcarono l’odio nei confronti dell’Iran e misero in commercio rotoli di carta igienica con la faccia di Khomeini stampata sopra. A ben vedere anche quella era una offesa alla religione islamica molto più forte di quella attuale, dopo tutto l’ayatollah di allora era il leader religioso di quella nazione nella quale era al potere una teocrazia. Offendere un capo religioso di quel calibro voleva dire anche offendere la sua religione. Se a qualcuno in Europa venisse in mente di rispolverare quello che 27 anni fa fecero gli americani oggi scoppierebbe il finimondo, dal momento che in Italia siamo soliti chiedere scusa se ci viene pestato un piede, gli esempi Achille Lauro e missili contro Lampedusa sono solo uno dei tanti esempi in cui, per il “quieto” vivere, per le norme di “buon vicinato”, abbiamo chinato la testa. Rimane la curiosità di sapere cosa potrebbe succedere se avessimo anche noi un Reagan europeo.
Felice Carpusi Visombala e-mail