«Le offese a Maria e a Gesù? Possono essere omonimi...»

Per gli apostati «non vi sia speranza... Tutti vadano in perdizione». Rabbino Giuseppe Laras, lei è presidente dell’Assemblea dei rabbini d’Italia: sono parole rivolte ai cristiani?
«Nella prima e più antica formulazione erano riferite ai samaritani. Poi, a cavallo dell’era volgare, ai sadducei, cioè a quella classe di nobili e ricchi che negavano l’immortalità dell’anima e la legittimità della tradizione orale dei maestri. Quindi sono state attribuite a coloro che nei secoli successivi denunciavano gli ebrei. Dunque, dal punto di vista dottrinale, da un certo momento in poi si possono riferire forse anche ai cristiani. Si tenga presente che si tratta di un contesto connotato sempre da persecuzioni antigiudaiche».
Sono parole dure...
«Sì. Ma vorrei anche ricordare che il pensiero dottrinale ufficiale dell’ebraismo è anche quello di Maimonide, il quale afferma che sia il Cristianesimo sia l’Islam sono anticipatori nel mondo della fede monoteistica e dunque vanno considerati positivamente, in una luce provvidenziale».
E che cosa dice a proposito delle parti del Talmud nelle quali si legge che la Madre di Gesù era una poco di buono e lo stesso Nazareno il figlio illegittimo di un soldato romano?
«Nel Talmud ci sono, talvolta, passi spuri, ai quali non va attribuita attendibilità storica. Ricordo, inoltre, che non è affatto certo che i citati Maria e Gesù siano effettivamente Gesù di Nazaret e sua madre. Si consideri, in particolare, che la chiusura della redazione del Talmud è posteriore all’inizio delle violente persecuzioni antisemite, condotte da mano cristiana. I pochissimi passi talmudici in questione non sono, comunque, mai entrati nei testi liturgici di Israele».
Perché, nonostante siano stati cancellati i termini «perfidi» e «perfidia», la preghiera del Venerdì Santo del vecchio messale vi indigna così tanto?
«Non ci indigna ma ci preoccupa. Temiamo che quelli che leggono possano fare due più due e ragionare in questi termini: se noi preghiamo perché Dio tolga l’accecamento dagli ebrei significa che essi sono fuori dalla verità e questo può spingere fino all’antisemitismo».
Davvero vi preoccupa una piccola formula latina peraltro tratta da una lettera di Paolo? Non è esagerato far riferimento all’antisemitismo?
«Non mi pare esagerato, se si considerano gli effetti catastrofici di duemila anni di antisemitismo cristiano. Oggi, inoltre, il dialogo tra ebrei e cristiani potrebbe certo risentirne».