Offese il Papa: cinque mesi a Paolini

Il "disturbatore" per eccellenza dei collegamenti
in diretta tv è stato condannato dal giudice monocratico di Roma per vilipendio
del Pontefice. Assolto, invece, dall’accusa di interruzione di pubblico servizio

Roma - Cinque mesi di reclusione per Gabriele Paolini, il "disturbatore" per eccellenza dei collegamenti in diretta televisiva. La sentenza è stata emessa dal tribunale monocratico di Roma che ha giudicato l’imputato colpevole di aver offeso una confessione religiosa mediante il vilipendio del Pontefice mentre lo ha assolto dall’accusa di interruzione di pubblico servizio.

Paolini era stato citato in giudizio dal pm Antonella Nespola dopo una denuncia presentata in procura dalla Rai. Secondo il magistrato, l’imputato avrebbe "turbato la regolarità della diretta tv trasmessa" dall’azienda di viale Mazzini presso la sede della Federcalcio il 5, il 6 e il 15 luglio del 2005, urlando al megafono, alle spalle del giornalista, una serie di insulti contro l’allora premier Silvio Berlusconi e Papa Benedetto XVI e esibendo un cartello contro Emilio Fede.