"Offeso da sinistra e leghisti". E D’Alessio annulla il concerto

Ieri la festa del Pdl in Duomo per la chiusura della campagna elettorale con la sorpresa del forfait del cantante napoletano. Sul palco lo show di Brian Ferry. E il sindaco si scatena ballando sulla sedia

La brutta notizia è arrivata poco dopo le otto si sera. «Gigi D’Alessio ha dato forfait». Il cantante napoletano era una delle star attese ieri sera sul palco allestito in Duomo per la festa con cui il centrodetra ha chiuso la campagna elettorale a Milano in vista del ballottaggio di domenica e luinedì. Il motivo? Le minacce «democratiche», e qualche stoccata del Carroccio. Le prime hanno invaso il suo profilo si Facebook e che lo invitavano - eufemismo - a disertare la kermesse nel capoluogo lombardo. I commenti di qualche leghista, poi, hanno fatto il resto. È lo stesso D’Alessio a spiegare. «Sono stato invitato dal Presidente Berlusconi a festeggiare questa giornata e ho aderito con piacere. Ma poi mi sono sentito minacciato, ho avuto paura e me ne sono andato via». Il motivo? Le «tante minacce da parte di chi ha un giro politico diverso, diciamo dalla sinistra». E poi «i commenti ricevuti da parte di alcuni esponenti della Lega Nord, in quanto napoletano, mi hanno indotto a recedere dall’invito e lasciare Milano». «Mi dispiace - il commento del sindaco Letizia Moratti - perché Gigi D’Alessio è una bella persona». E dispiaciuti lo sono stati anche i molti fan, che al grido «Gigi, Gigi!» hanno lanciato qualche coro polemico e qualche fischio per l’assenza del loro idolo. «La musica è musica - punge il capogruppo della Lega in Comune Matteo Salvini - saremmo stati ben felici di avere Gigi D’Alessio sul palco in piazza Duomo ma D’Alessio non usi la Lega per coprire eventuali minacce della sinistra».
Il popolo del centrodestra (40mila per gli organizzatori, 5 mila per la questura), si è consolato - oltre che con pizza e birra gratis - con un’altra stella della musica. In Duomo, infatti, ha cantato Brian Ferry. E sulle note dell’ex Roxy Music la Moratti ha improvvisato un siparietto «dance», ballando in piedi sulla sedia assieme a Formigoni. Sul palco, poi, si sono alternati Alexandra Stan (numero uno nelle classifiche Mtv), e Kid Creole and the Coconuts con il loro repertorio anni Ottanta. E durante la serata ci sono stati momenti di teatro e interventi accompagnati dai quaranta elementi dell’Orchestra lirica di Milano e dallo show di luci firmato da Paolo Baroni. Interpreti, l’attore Edoardo Sylos Labini e Saba Anglana.
Dalla musica alla politica. Perché per per l’iniziativa «Luce sulla città, la vostra, la nostra Milano», il centrodestra ha schierato una squadra compatta. C’erano - tra gli altri - il governatore Roberto Formigoni, l’onorevole Daniela Santanchè, Mario Sala, Cristina Stancari, Fabrizio De Pasquale, il ministro della difesa Ignazio La Russa, Riccardo De Corato, Viviana Beccalossi, il presidente del Consiglio provinciale Bruno Dapei, e l’assessore Giovanni Terzi.
Oggi, invece, tocca al popolo di Giuliano Pisapia. La «regia» di piazza Duomo sarà di Claudio Bisio che dividerà il palco con Lella Costa, Paolo Rossi, Gioele Dix, Debora Villa. Tre live musicali: Elio e le storie tese, Daniele Silvestri e Giuliano Palma and the Bluebeaters.