«Officine grandi revisioni» verso la chiusura

I vertici delle aziende nominati da Veltroni continuano a disfare

Sembra arrivata al capolinea la vicenda di Ogr. Officine grandi revisioni, la società di cui è proprietaria al 100% Met.Ro. e che si occupa della manutenzione del suo materiale rotabile, infatti, verrà chiusa nel prossimo cda della municipalizzata dei trasporti il 9 giugno. In tale occasione sarà convocata l’assemblea dei soci di Ogr per dismettere la società. Questo a meno che non intervenga la politica a fermare il tutto. Già, perché quella di Met.Ro-Ogr è una vicenda emblematica di quanto sta avvenendo nelle 81 municipalizzate capitoline dopo la vittoria del centrodestra in Campidoglio. Invece di limitarsi all’ordinaria amministrazione, i vari dirigenti continuano a lavorare, a decidere strategie, a impartire ordini come se nulla fosse cambiato.
Ma torniamo a Ogr. La società, creata con la delibera 34/2006 del consiglio comunale, avrebbe dovuto essere il fiore all’occhiello del Tpl romano, consentendo di risparmiare milioni di euro gestendo direttamente la manutenzione di treni e metropolitane capitoline. La realtà, in questi due anni e mezzo, è stata ben altra. Met.Ro. e Atac, infatti, hanno intralciato in ogni modo l’attività di Ogr. Sia lasciandola senza il personale necessario, sia non fornendole adeguati mezzi economici (primi fra tutti i contratti di manutenzione mai «girati» alla nuova società), sia continuando ad esternalizzare i lavori di revisione del materiale rotabile. Indicativi in tal senso le lettere negli ultimi mesi del Responsabile programmazione e ingegneria di e dei Responsabili tecnici delle linee di produzione di Ogr. Nonostante le numerose, e dettagliate, rimostranze nei confronti dell’atteggiamento tenuto dalle controllanti, l’amministratore delegato di Met.Ro., Roberto Cavalieri si è limitato a rispondere che «non comprende il senso e la finalità delle note pervenute».
Una situazione paradossale, dunque, per una società che, nonostante le molte difficoltà aveva cominciato a operare con successo nei mesi passati. E veniamo alle ultime vicende. Non riuscendo a risolvere a proprio favore il lungo braccio di ferro con Ogr per il controllo della manutenzione, Met.Ro. sta approfittando di un cavillo per decidere di chiudere la nuova società. La legge Bersani vieta ad alcune società a capitale pubblico di agire sul mercato. Così il presidente di Met.Ro. Bianchi si rivolge a uno studio legale, quello dell’avvocato Bassan, per capire se la normativa riguardi anche Ogr (che, in linea teorica e da statuto, dovrebbe fornire i suoi servizi anche all’esterno non solo al Tpl capitolino). I legali concordano sul fatto che l’attività di Officine grandi revisioni sia «servizio pubblico locale» e possa operare sul libero mercato.
Il problema è che poi è intervenuto l’articolo 3 commi 27-29 della legge finanziaria 2008. Allora, secondo lo studio Bassan, Ogr non potrebbe operare liberamente sul mercato nazionale. Così Met.Ro. avrebbe davanti due strade: alienare la controllata entro 18 mesi o incorporarla. Il cda di Met.Ro. così ha deciso di smantellare Ogr. Questo nonostante la richiesta del nuovo assessore alla Mobilità, Marchi, di limitarsi all’ordinaria amministrazione. Proprio l’assessore oggi interverrà, con ogni probabilità, per fermare la dismissione di Ogr. Anche perché, innanzitutto, si tratta di una decisione politica. Poi perché il cda di Met.Ro. è scaduto il 31 dicembre ed è in prorogatio fino al 30 giugno solo per approvare il bilancio 2007. E, infine, perché, ammesso che i rilievi dell’avvocato Bassan siano corretti, ci sarebbero 16 mesi per prendere una decisione. Ma il vero nodo che la nuova amministrazione capitolina deve sciogliere è un altro: o commissaria le municipalizzate o dovrà continuare a subìre le decisioni dei cda nominati da Veltroni.