Offresi statua del Papa a chi ci libera dalla monnezza

Ma perché condannare al martirio post mortem Papa Wojtyla erigen­do quello sgorbio di statua alla stazione Termini? È il prezzo da pagare per la sua beatificazione, è un’istigazione anticleri­cale? A vederla, sembra che al Papa sia esplosa la pancia, dopo aver ingerito quintali di fagioli<br />

Ma perché condannare al martirio post mortem Papa Wojtyla erigen­do quello sgorbio di statua alla stazione Termini? È il prezzo da pagare per la sua beatificazione,è un’istigazione anticleri­cale? A vederla, sembra che al Papa sia esplosa la pancia, dopo aver ingerito quintali di fagioli. Non è il profilo di una persona, ma una tenda indiana per i pel­lerossa che però avevano il buon gusto di non farla in cemento. Wojtyla era bello, sportivo e di gentile aspetto, qui invece sembra brutto, sformato, tra l’obeso e il gravido.

Dicono che quella tonaca spa­lancata voglia indicare accoglienza, ma rischia di diventare ricettacolo di piccio­ni, tossici e barboni. E quella tonaca aper­ta sembra torvamente allusiva alla pedo­filia che funesta la Chiesa e alla volontà di coprire scandali,Ior incluso,dentro l’abi­to papale. Alemanno si è detto disponibi­le a farla rimuovere: è poco artistica, per niente ieratica e tanto impopolare. Gliela regali all’Europride che sbarca a Roma il 1º giugno con il benvenuto del sindaco che li invita «a sentirsi a casa loro» e per dodici giorni canteranno «l’orgoglio le­sbo, gay, bisex e transgender». Magari cambiando faccia, accentuando i tratti vendoliani, la statua potrebbe diventare simbolo dell’accoglienza ai transessuali di ogni tipo. Ma alla stazione Termini me­glio una gigantografia del Papa in foto, con il suo volto luminoso e intenso che quell’oscenità. In alternativa, chiedo a Bossi di portarsela a Varese, in cambio di un ministero a scelta. O come segno di gratitudine molliamola al Paese stranie­ro che si prenderà una fetta di monnezza nostrana.

Ma liberate Roma da quello scempio. E soprattutto restituite il Papa allo splendore della verità. A dir la verità sono tante le statue brutte che infestano le città: erano pompose e pesanti le statue equestri risorgimentali, ma sono surreali e denigratorie le statue creative del presente. In particolare l’ar­te sembra oggi incapace di esprimere il santo; è muta, balbettante o analfabeta davanti al sacro. Questo vale anche per chiese intere. E io che mi lamentavo del busto del Papa eretto da poco alla stazio­ne di Bisceglie; un capolavoro rispetto a questa roba.