Offrono il rene agli sconosciuti Ed è polemica

Persone sane disposte a rinunciare a un rene per consentire il trapianto ad altrettanti malati bisognosi del tutto sconosciuti. Sembra una favola, ma ora è realtà: tre donatori «samaritani», due in Lombardia e uno in Piemonte, si sono dichiarati pronti a farsi espiantare un rene per regalare una speranza ad altre tre persone. Lo annuncia il direttore del Centro nazionale trapianti, Alessandro Nanni Costa, che spiega come casi di questo genere «in Italia sono rarissimi». I tre donatori si sono presentati ai centri trapianti di riferimento dichiarando semplicemente di voler donare un rene, senza niente in cambio (come ovvio, visto che la vendita di organi è vietata) e senza avere amici o parenti da indicare come riceventi. Ma la cosa non è così semplice: «In Italia la normativa non prevede questi casi - spiega Nanni Costa - anche se non li esclude». Toccherà all’ufficio legislativo del ministero della Salute «la valutazione delicata del caso e sulle procedure da seguire. Bisogna - spiega Nanni Costa - definire i criteri di assegnazione degli organi e valutare la richiesta dei donatori». Si tratta, insomma, di colmare un vuoto normativo che «in altri Paesi non c’è, anzi la donazione volontaria e gratuita è una procedura standardizzata». In ogni caso, quella dei tre «samaritani» è un’offerta tanto generosa quanto rara: «Siamo sommersi di chiamate di gente che vuole cedere un rene - sottolinea il direttore del Centro nazionale trapianti - ma è sempre per venderlo. Ma stavolta è diverso». «Contrario» ai donatori samaritani è il presidente onorario del Comitato nazionale di bioetica Francesco D’Agostino: «Implica una grave lesione al corpo del donatore ed esiste il dovere etico di tutelare la salute di ogni vivente».