Oggetti tristi ma sfavillanti

Matteo Chiarelli

Centomila Swarovski per realizzare uno scheletro a misura umana. Cinquantamila per una pantera nera a dimensione reale. E poi conigli d'argento, teschi rossi, unicorni incantati. Tutto questo nel surreale «Circus» di Nicola Bolla, l'artista in mostra alla Galleria Tega «Corsoveneziaotto» fino al prossimo 30 giugno (corso Venezia 8).
Sono in esposizione più di quaranta opere, tra sculture e dipinti, realizzate negli ultimi cinque anni dal quarantaduenne artista torinese, che presenta per la prima volta a Milano una sua personale, e lo fa in una galleria d'arte contemporanea che da qualche tempo si è proposta di valorizzare gli artisti italiani di ultima generazione.
«Le mie opere - dice Bolla - sono un'estremizzazione del pensiero fantastico». Egli abbina i gioielli agli emblemi della morte, lo sfavillio dei cristalli alla riflessione esistenziale: la sua è una meditazione provocatoria sull'effimero, uno sguardo ironico alle «vanitas» odierne. «Bolla ci invita a riflettere su un mondo costruito intorno all'apparenza - scrive di lui in catalogo Alberto Fiz - dove dietro alla bellezza dell'oggetto... si nasconde un profondo senso di malinconia».
Tra le tante creazioni realizzate con gli Swarovski compaiono anche gatti, stambecchi, bestie feroci e poi teste antropomorfe di orsi, leoni, cammelli, conigli, scimmie, ma anche teschi multicolore, piedi umani, guantoni da pugile. Accanto alle sculture ci sono poi i dipinti, realizzati a pigmenti puri e glitter. Qui, dagli sfondi monocromi, emergono strane e misteriose figure che abitano gli spazi del sogno.
Troviamo il coniglio di Alice, l'acrobata, il mago, il domatore e tanti altri esseri al limite dell'assurdo: un vero e proprio circo dell'immaginario.