Oggi all’Auditorium Piovani, sinfonie da premio Oscar

L’inflazione di immagini audio-video rende ancor più prezioso lo spettacolo dal vivo. Non c’è nulla che possa paragonarsi per unicità e singolarità, al rapporto che si crea in una sala fra pubblico e artista. 100, 200, 1000 persone si danno appuntamento in un sala, ad una certa ora, gli artisti schierati davanti a loro; si spengono luci e telefonini - cala il silenzio e il concerto comincia. Per una o due ore ci si concentra sulla fatica di musicisti ed artisti, senza la possibilità di cambiare canale, senza interruzioni pubblicitarie. È il pensiero di Nicola Piovani, musicista romano, premio Oscar per la colonna sonora de «La vita è bella» di Benigni, affermatosi grazie al cinema, eppure sempre più spesso attivo in sale da concerto e teatri per riproporre la sua musica, convinto che nulla può dare l’emozione dell’incontro che egli definisce quasi «carnale» fra pubblico e artisti, nello spettacolo dal vivo.
E perciò, continuamente, quelle sue musiche cinematografiche scompone e ricompone in suite sempre diverse, qualche volta le travisa, dando loro le sembianze di sofisticata musica da camera; altre, le accenna semplicemente, al piano. Piovani - chi non conosce ormai - teme di perdere l’anima, di confondersi nell’anonimato di un nome, e perciò insiste col mostrarsi sul palcoscenico, nelle vesti ora di direttore ora di pianista, mai di semplice compositore che sta ancora una volta dietro le quinte. Non si nega al pubblico con la fatica sul volto, con il pubblico vuole condividere l’emozione trepidante che un qualunque concerto dal vivo dà sempre all’artista, anche al più affermato, anche dopo anni di attività ed esperienza. E qualche volta, sempre per la medesima ragione, si getta anche in operazioni che, a dire il vero, non gli appartengono (come la serata che ancora in questa settimane ripropone sulla «canzone romana»).
Oggi, sabato santo, nella sala grande dell’Auditorium, si presenta con le sue colonne sonore, quelle che chiunque riconosce. Sul podio della «Orchestra Roma Sinfonietta»- legata da rapporti di lavoro anche con l’altra gloria musical-cinematografica romana, Ennio Morricone - al suo fianco la voce di Barbara Eramo, Nicola Piovani, contrariamente a quanto accade in una sala cinematografica, attraverso la musica vuol far rivivere storie e immagini di film entrati nella storia, e che quelle note richiamano alla mente in un baleno: La notte di San Lorenzo, La stanza del figlio, Caro diario, La messa è finita, La voce della luna, sono i titoli del film, e Paolo ed Emilio Taviani, Fellini, Benigni, Moretti i registi. Auditorium. Sala Santa Cecilia.