Da oggi aumentano i pedaggi

Scatta oggi, in pieno esodo di primavera, un nuovo - anche se previsto - aumento delle tariffe autostradali. Si tratta dei rincari che sarebbero dovuti partire lo scorso primo gennaio, ma erano stati congelati dal decreto anticrisi del governo. Il gruppo Atlantia ricorda che gli aumenti per la rete di Autostrade per l’Italia, la principale concessionaria autostradale del nostro Paese, saranno del 2,40%, mentre non ci sarà alcuna variazione per la Strada dei Parchi: per la Tangenziale di Napoli gli aumenti arrivano al massimo del 6,63%. Rincari del 5,14% per Autostrada Tirrenica, del 4,89% per Autostrade Meridionali, dello 0,73% per l’Autostrada Torino-Savona, dello 0,51%, infine, per il Raccordo Autostradale Valle d’Aosta.
Insieme agli aumenti, arrivano anche gli investimenti: oggi che «il governo ha eliminato lacci e lacciuoli» il gruppo Atlantia può accelerare «affidando alla controllata Pavimental lavori per 1,5 miliardi nei prossimi dodici mesi», cantieri che sarebbero invece stati aperti «tra il 2010 ed il 2011». Lo ha detto l’ad, Giovanni Castellucci (nella foto), sottolineando che la decisione della società è «una delle misure anticicliche decise per favorire la ripresa del Paese» e riferendosi alla norma introdotta nel dl Milleproroghe che consente l’affidamento a società controllate fino al 60% dei lavori, «cosa che era stata impedita per legge nel 2006» con la riforma del settore voluta dall’allora ministro Antonio Di Pietro. «Non a caso», ha detto Castellucci, «ieri (mercoledì, ndr) è stata chiusa la collocazione di un bond da 1,5 miliardi che ci dà sicurezza sulle risorse per accelerare gli investimenti»: un collocamento, ha ricordato l’ad del gruppo Atlantia, «che ha avuto un grande successo con una domanda pari a quasi 5 volte l’offerta». Castellucci ha parlato durante la cerimonia per l’avvio dei lavori per 16 chilometri di terza corsia sull’A1 tra Fiano Romano e Settebagni, alle porte di Roma, e per il nuovo svincolo di Castelnuovo di Porto. L’investimento di Autostrade per l’Italia è di «oltre 141 milioni di euro».