Oggi gli azionisti votano la fusione Unicredit-Hvb

Felice Manti

da Milano

Unicredit-Hvb, oggi è il giorno dell’assemblea straordinaria della banca milanese. Dopo il via libera della Banca d’Italia e dell’Autorità di vigilanza tedesca Bafin, a Genova andrà all’esame degli azionisti di piazza Cordusio il progetto di integrazione tra UniCredit e Hypovereinsbank, una banca che avrà una raccolta diretta da clientela di 800 miliardi di euro.
In settimana è arrivato l’ok di Aviva (che ha il 3%), da tempo si sono espresse favorevolmente anche Allianz e le Fondazioni presenti nel capitale Unicredit, che insieme hanno oltre il 30% della banca.
L’aggregazione avverrà tramite il lancio di un’offerta pubblica di scambio sulla base di un rapporto di 5 azioni UniCredit per ogni azione di Hvb, da effettuarsi attraverso un aumento di capitale da oltre 2,34 miliardi di euro, che verrà realizzato con l'emissione di un massimo di 4,68 miliardi di azioni ordinarie e con il conferimento di azioni Hvb, della polacca Bhp e di Bank Austria.
L'offerta su Hvb scatterà il 23 agosto e si concluderà il 6 ottobre (possibile anche un’estensione di due settimane), con una soglia minima di adesione fissata al 65%. Entro ottobre dovrebbero chiudersi anche le offerte su Bank Austria e Bph.
Non sono esclusi anche dei colpi di scena. La banca tedesca farebbe gola anche a Bnp Paribas, Abn Amro e Santander, oltre che alle tedesche Deutsche Bank e Commerzbank.
Uno dei punti di possibile stallo nel piano industriale del nuovo gruppo bancario è la struttura del gruppo: l’obiettivo di Unicredit, si legge nella relazione degli amministratori, che verrà discusso oggi, è quello di controllare direttamente tutte le entità bancarie del nuovo gruppo, e questo potrebbe comportare delle difficoltà, viste «le diverse entità giuridiche da coordinare». L'integrazione non dovrebbe però compromettere la politica dei di dividendi, con una cedola che potrebbe salire a partire dal 2006.
Esiste anche un rischio downgrade sul debito a lungo termine, se le agenzie di rating considerassero «i coefficienti patrimoniali insufficienti per l’attuale livello di rating».
L’eventuale downgrade potrebbe «aumentare i costi di rifinanziamento» e condizionare negativamente tutta l’operazione.
Quanto agli asset in mano ad Hvb, ci sarebbe un accordo tra i due istituti per che prevede il divieto di trasferire da Hvb linee di business, asset e controllate «che sono di importanza essenziale per lo svolgimento delle sue attività in Germania e in Austria».
Per quanto riguarda invece le attività di asset management, «le attuali attività di Hvb e Bank Austria dovrebbero essere controllate da Pioneer global asset management», la holding che controlla Pioneer investments. Le banche controllate dal gruppo nell’area dell’Est europeo «potrebbero essere fuse in un’unica società nei rispettivi mercati». Inoltre, «qualora fosse giustificato da un punto di vista economico e fiscale, si prevede la costituzione di una sub-holding controllata da Unicredit».