Oggi in Campidoglio Alemanno consegna il premio «G. G. Belli» a Donato Robilotta

«A Donato Robilotta (Sr-Pdl), vicepresidente della commisione Affari Istituzionali della Regione Lazio, la XX edizione del Premio G. G. Belli per le istituzioni, indetto dall’accademia Giuseppe Gioacchino Belli con l’Alto patronato della presidenza della Repubblica. Un omaggio a chi, romano di nascita o di adozione, tramite l’arte, la scienza, l’ingegno, ha saputo valorizzare le tradizioni popolari romane e romanesche in Italia e nel mondo. Sarà il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, presidente onorario dell’associazione, a proclamare Robilotta accademico onorario e a consegnargli il riconoscimento durante la festa della romanità di oggi alle 17 in Campidoglio (Sala della Protomoteca)». «L’Accademia Giuseppe Gioachino Belli, istituzione di alto valore morale è oggi l’unica realtà concreta della tradizione popolare romana, quella autentica e verace erede di Belli, Pascarella, Trilussa e Dell’Arco - spiega Robilotta - È stata protagonista della promozione della più importante normativa del settore, la Legge regionale n. 12 del 2005, che ha costituito il primo Istituto regionale per la tutela e la promozione dei dialetti di Roma e del Lazio (Itpdl). Sono stato e sarò sempre in prima linea per ottenere l’attuazione pratica di questa Legge, che porrà, a breve, le basi per la realizzazione di un Ente che impedisca la scomparsa di questi valori». «Il Premio G.G.Belli è l’unico premio che esista di cultura nella romanità - sottolinea Beppe Renzi, presidente dell’Accademia G. G. Belli - Una sorta di cittadinanza onoraria e di ringraziamento ufficiale che i romani offrono di loro spontanea iniziativa a persone che si siano particolarmente distinte per far conseguire alla Città eterna il maggior prestigio possibile». «Abbiamo bisogno di realtà ed istituzioni come l’Accademia Belli che lavorino sulla nostra cultura e la nostra identità e che hanno radici profondissime - ha detto il sindaco Alemanno lo scorso 9 settembre durante la sua proclamazione a presidente onorario dell’associazione - Intendo sottoporre il problema della conservazione del dialetto e delle tradizioni popolari anche ai deputati del parlamento, affinché provvedano a prendere iniziative costruttive in tal senso».