Oggi al Csm il caso delle «talpe» in Procura

Via alla discussione sulle toghe indagate. Bancopoli: riprendono gli interrogatori, i pm attendono la memoria di Consorte

Stefano Zurlo

da Milano

L’appuntamento è per oggi. Il Csm comincia a discutere una pagina assai scabrosa e che mette in forse consolidati equilibri dentro la magistratura italiana: quella che ha per protagonisti il Procuratore aggiunto di Roma Achille Toro e il presidente del tribunale di sorveglianza di Milano Francesco Castellano. I due sono indagati per rivelazione di segreto d’ufficio insieme al numero uno di Unipol Giovanni Consorte. Ora a Palazzo dei Marescialli inizia una partita assai difficile: Toro e Castellano sono due militanti di peso di Unicost, la corrente centrista delle toghe italiane, e Toro fino a 48 ore fa era addirittura il presidente del raggruppamento. Poi, per evidenti ragioni di opportunità, si è dimesso dal prestigioso ma ingombrante incarico. Che cosa deciderà il parlamentino dei giudici?
L’impressione è che Unicost faccia quadrato intorno a Toro, la cui posizione è assai più sfumata, e rinunci invece alla difesa di Castellano: per lui si annuncia l’avvio della pratica che porterà al trasferimento per incompatibilità ambientale.
Castellano è nei pasticci per via delle intercettazioni telefoniche fra lui e Consorte; in sostanza, secondo l’accusa, avrebbe parlato con il collega e avrebbe poi girato le informazioni al «padrone» di Unipol. I componenti della prima commissione avranno sul tavolo la relazione di Francesco Menditto, di Magistratura democratica, chiederanno a Menditto di aggiornarli con le ultime notizie in arrivo da Perugia, dove il 13 gennaio verranno ascoltati Toro e Consorte, poi, in tempi rapidissimi, voteranno.
È questo il primo atto di una settimana importante per le indagini di Bancopoli. Chiusa la semitregua natalizia, le procure di Milano e Roma riprenderanno a lavorare a pieno ritmo. E al più presto, forse già domani, le due squadre investigative si incontreranno a Milano per fare il punto sulle indagini alle tre scalate da tempo sotto i riflettori: Bnl, Rcs e Antonveneta. Fino a qualche giorno fa, sulla strada fra le due Procure pesava la presenza alla testa del Pool romano proprio di Toro, ma ora la sua uscita di scena agevolerà il ritorno a un clima più sereno.
I magistrati milanesi aspettano anche l’arrivo dell’équipe di ispettori guidata da Arcibaldo Miller. Oggi Miller telefonerà al procuratore capo Manlio Minale e con lui concorderà la visita al palazzo di giustizia. Soprattutto, al di là degli impegni istituzionali, i Pm hanno fretta. Preparano le trasferte a Montecarlo e in Svizzera, all’inseguimento dei conti degli indagati. E vogliono andare avanti con gli interrogatori degli arrestati, a San Vittore dal 13 dicembre. Su tutti, Gianpiero Fiorani, sentito per ore e ore da Francesco Greco, Eugenio Fusco e Giulia Perrotti: i conti, però, non tornano. Molti argomenti sono stati esplorati solo superficialmente, per altri si aspettano chiarimenti o si cercano riscontri.
E in Procura si attendono anche due memorie che peseranno sui prossimi sviluppi dei fascicoli: quella di Consorte che cercherà di dimostrare la correttezza delle sontuose consulenze, per un valore di 50 milioni di euro, pagate a lui e al suo vice Ivano Sacchetti dal finanziere bresciano Chicco Gnutti, proprio per questo indagato per associazione a delinquere. E quella dell’ex agente di Borsa Bruno Bertagnoli che ha ammesso di avere bonificato su un contro cifrato della filiale di Montecarlo dell’Unione delle Banche Svizzere 2,4 milioni di euro destinati proprio a Consorte. Intanto, l’avvocato Marco De Luca minimizza la contestazione di un reato così grave: «L’associazione a delinquere non mi preoccupa. È noto che in dibattimento normalmente cade. La sua utilità ha solo un significato nel corso delle indagini in quanto permette l’uso di strumenti processuali che altrimenti non sarebbero consentiti».