Oggi il Dna sul cadavere carbonizzato

Giallo della Cassia: sarà compiuta nell’Istituto di Medicina legale dell’università La Sapienza l’autopsia prevista per questa mattina sul corpo trovato carbonizzato in una Fiat Brava bruciata sabato scorso in via Mandriani, una stradina di campagna a poca distanza da Campagnano, un paese a nord della Capitale. L’esame autoptico metterà la parola fine al mistero sull’identità del morto, che si sospetta essere uno studente di ventitrè anni, e sulle modalità della morte. A compiere gli esami sarà il medico legale Vincenza Liviero, che ha ricevuto uno specifico incarico dalla Procura di Tivoli, in base al quale si chiede di stabilire se la persona trovata carbonizzata sul sedile posteriore della vettura è stata assassinata o se si sia suicidata.
L’autopsia non dovrebbe riservare sorprese visto che ormai non sembrano esserci più dubbi sul fatto che il cadavere sia quello di Giacomo Midiri, il giovane di 23 anni, figlio di buona famiglia, residente nel quartiere Ardeatino a Roma, scomparso l’altra notte da casa in auto e mai più tornato. A rafforzare questa ipotesi il fatto che la Fiat Brava è intestata proprio al padre di Giacomo, un oncologo e docente universitario della Sapienza.
Le indagini sono affidate alla Squadra Mobile di Roma e sono coordinate dal sostituto procuratore di Tivoli Luca Ramacci. In attesa degli esami di stamattina gli inquirenti non si sbilanciano e non è stata ancora esclusa del tutto la pista dell’omicidio. In ogni caso, che si sia trattato di un suicidio o che si sia trattato di un omicidio, gli inquirenti definiscono quella morte un fatto anomalo.
Quello autoptico non è il solo esame che verrà compiuto: sono previsti anche rilievi tossicologici e istologici, e analisi in particolare sulla tanica trovata accanto all’auto e che conteneva liquido infiammabile. Inoltre, saranno ricostruiti gli spostamenti del giovane attraverso le celle telefoniche agganciate al suo telefono cellulare. La carcassa della Fiat Brava nella quale è stato trovato il corpo del giovane è stata posta sotto sequestro, e non è escluso che sarà sottoposta alla perizia di un esperto in incendi.
Ieri è arrivata anche un’ulteriore conferma che il corpo ritrovato non presenta segni di violenza evidenti, elemento che fa propendere per la tesi del suicidio. Ma d’altra parte c’è da rilevare la posizione del corpo, diversa da quella tipica dei cadaveri trovati carbonizzati, che dunque sembrerebbe escluderlo. Un vero e proprio giallo, per cui gli agenti della Squadra Mobile continuano a scandagliare la vita privata di Giacomo, che gli amici hanno definito come un giovane introverso, chiuso e sensibile. Anche se non c’è ancora nessun elemento decisivo, in attesa dell’autopsia quella del suicidio resta l’ipotesi privilegiata, poiché - a quanto pare - il ragazzo non conosceva nessuno che volesse fargliela pagare, né sembra che frequentasse cattive amicizie. E non è da trascurare il luogo in cui la Bravo è stata trovata: non lontano dall’abitazione dell’ex fidanzata (che non è stata ancora ascoltata dagli investigatori). Potrebbe significare che il giovane conosceva bene quei luoghi e ci sia andato apposta per farla finita.