Oggi la giornata dell'Aids: si punta sulla diagnosi

Oggi è la giornata mondiale contro l'Hiv. Nel mondo sono 33 milioni le persone infette, 7.500 nuove ogni giorno. Secondo il 69% degli italiani l'Aids non fa più notizia, ma si registrano 4mila infezioni ogni anno

Milano - Oggi la giornata mondiale dell’Aids per ricordare che nel mondo sono i 33 milioni le persone infettate dal virus e che a queste, ogni giorno, si aggiungono 7.500 nuove infezioni. Il 2008 segna il ventesimo anniversario di questa ricorrenza che, anche quest’anno, intende richiamare l’attenzione su una pandemia che in realtà non è mai cessata, soprattutto in Africa e nei paesi dell’Est, e ora anche in India e in Cina, dove il virus sta dilagando. Secondo uno studio dell’Oms il test precoce e l’immediata terapia antiretrovirale per tutti i diagnosticati positivi potrebbe ridurre, in un paese con un alta prevalenza di persone con Hiv, le infezioni del 95% in dieci anni, abbassandole da 20 per mille a 1 per mille.

In Italia non c'è paura Come è stato ricordato l’altroieri nel corso del secondo incontro nazionale del Network Persone Sieropositive (NSP) che si è aperto a Torino in occasione della celebrazione della giornata mondiale dell’Aids, anche se per il 69% degli italiani l’Aids non fa più notizia, nel nostro paese si registrano 4mila nuove infezioni l’anno e ci si continua a infettare con il virus del’Hiv. "Sono 1.144 le persone sieropositive che si sono ammalate di Aids nel 2007 - ha denunciato Rosaria Iardino, presidente NPS dal 2 meeting nazionale dell’associazione - quelle cioè che durante lo scorso anno hanno manifestato i segni di malattie conseguenti all’infezione da Hiv. Ma nel 2007, come ogni anno, altre 4mila persone si sono infettate con l’Hiv mentre sono almeno 40mila le presunte infezioni non diagnosticate, quelle cioè di persone che hanno contratto il virus magari anni prima e che ne sono ancora inconsapevoli".

Ritardo della diagnosi La tendenza alla diminuzione del numero di casi di Aids conclamato nel nostro Paese appare sempre meno netta e in alcune Regioni, come il Lazio o la Toscana, si registra addirittura un nuovo incremento. La colpa, secondo gli esperti riuniti a Torino per il meeting NPS, è soprattutto del ritardo nella diagnosi: quasi la metà delle persone che scoprono di essersi infettate se ne rendono conto quando si manifestano i segni della malattia. Che, invece, potrebbe essere tenuta lontana dai farmaci disponibili e che in molti casi possono controllare l’infezione in modo che non dia segni clinici evidenti. Se, invece, si arriva alla diagnosi di Aids conclamato, il rischio che le terapie falliscano è molto più elevato. E, purtroppo, di Aids si muore ancora: 190 persone sono morte nel corso del 2007 per le conseguenze dell’infezione da Hiv e quasi la metà (87) sono i deceduti che avevano avuto una diagnosi di Aids nel corso dell’anno. Sale così a 35.358 il triste conteggio dei morti per Aids nel nostro Paese dall’inizio dell’epidemia.