Da oggi i sindaci possono cacciare gli stranieri senza casa e lavoro

A Le misure contenute nei decreti legge del pacchetto sicurezza (l’aggravante della clandestinità, espulsioni più facili, poteri ai sindaci) sono entrate in vigore ieri con la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale. I provvedimenti contenuti nei disegni di legge (reato di immigrazione clandestina, detenzione fino a 18 mesi nei Cpt, confisca dei beni, stretta sui money transfer) diventeranno esecutivi solo dopo l’approvazione da parte del Parlamento.
B Gli irregolari che delinquono avranno un’aggravante pari a un terzo in più della pena prevista per il reato. Altre aggravanti saranno considerate l’accattonaggio con minori (fino a 3 anni di carcere) e reati commessi su anziani, bambini e disabili. Lo straniero condannato a più di due anni di carcere sarà espulso. Con l’introduzione del reato di immigrazione clandestina da parte del Parlamento scatterà l’arresto in flagranza e pene dai 6 mesi ai 4 anni. La permanenza nei Centri di identificazione e di espulsione si allunga a 18 mesi, come prevede la direttiva rimpatri in fase di avanzata definizione in sede di Unione europea.
C Chi verrà trovato ad affittare in nero immigrati clandestini rischia fino a 3 anni di carcere, multe fino a 50mila euro e la confisca dell’immobile. Stretta anche sui beni di proprietà dei mafiosi, che possono essere affidati, in gratuita giudiziale custodia, alle forze di polizia, come già succede per i reati di contrabbando, immigrazione clandestina, riciclaggio e traffico di sostanze stupefacenti. La competenza ad assegnare i beni confiscati alla mafia passa ai prefetti.
D Il testo del governo non contiene, come ipotizzato in precedenza, una norma che risparmia le badanti clandestine (secondo la Caritas sono 700mila, secondo altre fonti un milione), che dunque rischiano l’espulsione. I tecnici del ministero del Welfare stanno lavorando per definire eventuali deroghe nel prossimo decreto flussi. L’obiettivo è valutare se accogliere o no le 405mila domande presentate lo scorso dicembre (una su due inoltrata da un datore di lavoro straniero).
E I sindaci possono negare la residenza agli immigrati regolari (anche ai romeni, che sono neocomunitari) se ritengono che il reddito dichiarato sia insufficiente o se l’abitazione non è adeguata. La mancata concessione della residenza fa scattare l’espulsione.