Oggi interrogatorio per tre fischietti

da Roma

È il giorno degli arbitri. Stamattina saranno in tre, più tre assistenti e un ex componente della commissione del Can (Guidi, attualmente dirigente del Bologna) a sfilare davanti agli assistenti del capo dell’Ufficio indagini Italo Pappa. Il via alle audizioni, previste dalle 9.30 in Corso Italia negli uffici della Covisoc, avverrà con il fischietto aretino Bertini, a seguire Dattilo di Locri e il palermitano Cassarà. Nel pomeriggio toccherà ai guardalinee Saglietti e l’internazionale Stagnoli, entrambi di Bologna, e Battaglia di Messina. I loro nomi sono spuntati in alcune delle intercettazioni su Luciano Moggi.
Ieri intanto audizione fiume (circa otto ore) per il giovane segretario della Can Manfredi Martino. Gli 007 federali si sono occupati di uno dei membri dell’ufficio a cui apparteneva anche Maria Grazia Fazi, in buoni rapporti con l’ex designatore arbitrale Bergamo, ma invisa a Pairetto. Al quale sarebbe stato legato proprio Martino, 28 anni, figlio di un dirigente federale, ma al tempo stesso in contatto anche telefonico con l’arbitro romano De Santis, più vicino al gruppo di Bergamo. In più a Martino sarebbero stati chiesti chiarimenti sullo svolgimento dei sorteggi arbitrali.
Domani toccherà ad alcuni funzionari Can, tra cui l’ex segretaria Fazi. E non sono da escludere per venerdì eventuali audizioni di Messina (in arrivo da Milano dopo aver diretto la finale di Coppa Italia) e del senese Trefoloni, che da domani sera sarà in ritiro a Coverciano con i «colleghi». Nel centro tecnico fiorentino, venerdì il designatore Mattei dedicherà la riunione tecnica a un confronto sulla vicenda.
Intanto prosegue il filone d’inchiesta dei pm romani sugli arbitri finiti nelle telefonate compromettenti tra dirigenti. I magistrati Palamara e Palaia stanno valutando le posizioni di Luca Palanca, Marco Gabriele, Massimo De Santis e Stefano Farina. Dalle due audizioni previste in giornata, gli inquirenti si aspettano dei riscontri anche in relazione ai possibili ruoli rivestiti dai fischietti e ai loro eventuali rapporti con la Gea. «Se c’è qualcosa di poco pulito nel calcio, è giusto che si faccia pulizia - ha commentato Farina -. Mi hanno tirato in ballo in faccende a me estranee, ma sono convinto che anteporre il proprio interesse personale all’etica è contro le regole. Per quanto mi riguarda, lascio valutare i miei anni di arbitraggio ai presidenti delle società, ai dirigenti, ai giocatori, ai miei colleghi e al pubblico». E una difesa alla categoria arriva anche dal presidente dell’Aia Lanese: «Non posso accettare in silenzio i processi sommari a carico di alcuni colleghi impegnati nei massimi campionati per il solo fatto di essere citati in conversazioni telefoniche di altri, in assenza di qualsiasi prova di una loro colpevolezza. È un gioco al massacro preventivo che finisce con il danneggiare sia la loro credibilità personale che quella dell’intero movimento».\