Oggi la maturità è tutta un quiz

Questa mattina ai 470mila maturandi tocca la terza prova scritta, il cosiddetto "quizzone". Le domande dei test elaborate dalle scuole in base ai rispettivi indirizzi

Roma - Dopo le polemiche sugli errori contenuti in alcune tracce della prima e seconda prova, i 470.000 candidati impegnati negli esami di maturità tornano oggi a scuola per svolgere l’ultima prova scritta: si tratta del cosiddetto «quizzone», perché composto da una batteria di domande multidisciplinari i cui contenuti variano di scuola in scuola in base ai rispettivi indirizzi di specializzazione. Ogni commissione d’esame (composta dal presidente esterno, tre commissari interni ed altrettanti provenienti da altri istituti) ha preparato la verifica di oggi, anche tenendo conto delle indicazioni contenute nel «Documento di classe» realizzato per legge entro il 15 maggio dai professori del quinto anno.

Adottata ormai da dieci anni consecutivi, dopo l’introduzione di un decreto ministeriale apposito datato luglio 1998, la terza prova può contenere diverse tipologie di domande. Ma che non possono comunque riguardare più di cinque discipline: si va dalla trattazione sintetica di argomenti (non più di cinque), ai quesiti a risposta singola (da dieci a quindici), fino a quelli (forse più comuni) a risposta multipla (da trenta a quaranta). I commissari possono però anche proporre problemi scientifici a soluzione rapida, tali cioè da non richiedere calcoli complessi (al massimo due), casi pratici e professionali (anche questi non oltre due) oppure lo sviluppo di un vero e proprio progetto. Ogni commissione ha comunque l’obbligo di dedicare «un breve spazio - spiega la normativa - destinato all’accertamento della conoscenza della lingua o delle lingue straniere comprese nel piano di studi dell’ultimo anno»: si tratta di un’esposizione sintetica in lingua o, in alternativa, una risposta breve su uno degli argomenti o uno dei quesiti, a scelta del candidato, sempre fra quelli proposti dalla commissione nell’ambito delle varie tipologie. Lo scorso anno le oltre 12mila commissioni degli esami di Stato proferirono di gran lunga far svolgere i quesiti a risposta libera: con una percentuale del 48,8% questa tipologia di domande risultò anche superiore a quella del 2006 (45,92%). Seguì la tipologia mista di quesiti e test con una percentuale del 19,1% rispetto al 21,79%, sempre dell’anno precedente. I quesiti a scelta multipla, i cosiddetti test, si attestarono sul 15,5% (15,81% nel 2006), mentre la trattazione sintetica di argomenti, fu prescelta dal 14,5% delle commissioni, con un percentuale però maggiore nei licei.