Oggi Milano si ferma per far festa a Basso

E dopo il traguardo il vincitore «scatterà» in ospedale per incontrare moglie e secondogenito

Antonio Ruzzo

Finirà in volata. L’ottantanovesimo Giro d’Italia arriva in città e, dopo undici giri, su uno spettacolare circuito cittadino consegnerà finalmente la sua ultima maglia rosa ad Ivan Basso, il vero dominatore della corsa rosa di quest’anno. Ultima tappa, 140 chilometri: dal «neonato» Museo della bicicletta del Ghisallo voluto dalla Regione a Porta Venezia, cuore della città.
Va detto subito che, come nella migliore tradizione della corsa, non sono previste sorprese, sarà un’ultima, meritata passerella. Nessuno scossone in classifica ma solo uno sprint finale a gruppo compatto e cerimonie di chiusura con Basso a fare giustamente da prim’attore.
Per «dare strada» ai ciclisti la città modificherà per un pomeriggio parte della sua viabilità, a cominciare dalla tangenziale Est in cui verrà chiuso lo svincolo di Vimercate centro. La corsa arriverà a Milano da piazzale Loreto e corso Buenos Aires. Poi comincerà il circuito: cinque chilometri da ripetere ben undici volte per la gioia di tutti gli appassionati che vorranno applaudire i campioni. Tutta la zona del centro interessata dal passaggio della gara sarà ovviamente off-limits a cominciare dalle 14.30, quando in città arriverà la carovana pubblicitaria che precede la corsa, fino alle 17.30 ora prevista per la conclusione della manifestazione.
Basso, si diceva. «Ivan il terribile» (così lo chiamano i suoi tifosi) ha vinto ieri il tappone dolomitico che prevedeva la scalata del passo Gavia e del Mortirolo mettendo il «sigillo» finale a una corsa che ha letteralmente dominato. Oggi chi vorrà applaudirlo dovrà «scovarlo» nella pancia del gruppo perché sarà difficile che la maglia rosa si danni l’anima per disputare la volata finale. Lo «scatto» Basso lo farà sicuramente dopo aver tagliato il traguardo di Porta Venezia. Una volata che lo porterà dagli applausi del palco delle premiazioni all’atmosfera sicuramente più raccolta della nursery di un ospedale milanese dove lo aspettano la moglie e il suo secondogenito Santiago, nato tre giorni fa.