Da oggi nelle edicole milanesi la «bibbia» della corsa

Nel resto d’Italia uscirà giovedì. È la versione nostrana della rivista americana di jogging più diffusa nel mondo

Antonio Ruzzo

«Chi non ha mai corso e ci vuole provare deve tener duro almeno tre settimane. All’inizio serve solo costanza. È come quando si decide di fare un giro in bici e la si va a prendere in garage. A muscoli freddi la rampa per arrivare in strada è durissima poi si prende l’abbrivio e diventa tutto più facile... e si fanno chilometri». Marco Marchei, direttore di Runner’s world, arrotola tra le mani una copia del suo nuovo mensile edito da Edisport, e dall’alto di uno sgabello spiega quali saranno gli obbiettivi di questa sua ultima fatica che da oggi gli amanti milanesi della corsa troveranno in edicola (in tutta Italia il debutto è fissato per giovedì).
«Partiamo da una certezza - spiega -. Offrire un servizio a tutti gli appassionati con rubriche che trattano di allenamenti, alimentazione, medicina e prodotto. Ma ci occuperemo anche di temi più ad ampio respiro e più divulgativi che servano a far conoscere la corsa come mezzo per la ricerca del benessere attraverso uno stile più salutare di vita».
Runner’s world è la versione italiana della più importante rivista al mondo dedicata a chi corre. Nata negli Stati Uniti nel 1966 vende complessivamente nelle 9 edizioni nazionali più di un milione e 200 mila copie. Si rivolge ad amatori ed agonisti e cercherà di farsi apprezzare da una platea che in questi ultimi anni in Italia è in continuo aumento. Secondo una ricerca Nielsen i runners italiani sono oltre un milione e 600mila con una percentuale che dal ’97 al 2004 è cresciuta del 17 per cento. Insomma un vero «movimento» che si divide tra maratone, ultramaratone ma anche in quella miriade di garette domenicali chiamate «tapasciate» che affollano il calendario delle corse ormai in ogni regione. La versione italiana di Runner’s world potrà contare sul contributo di esperti e specialisti di casa nostra ma anche di una banca dati ricchissima dal punto di vista delle wellness e della salute. «Tutto ciò è reso possibile - spiega Letizia Mazzi, vice presidente marketing di Rodale International - grazie ad uno straordinario archivio digitalizzato che viene messo a disposizione dei partner editoriali in tutti i Paesi. Ovviamente c’è la possibilità di personalizzarlo per renderlo cioè più aderente alle esigenze di ogni singolo mercato».