Oggi le nuove regole per l’Afghanistan

Qualcosa bisognava fare, per togliersi di dosso quella nomea di missione di serie B che iniziava serpeggiare fra i nostri alleati. Franco Frattini e Ignazio La Russa ne parlavano dallo scorso 16 maggio. E la svolta dovrebbe arrivare oggi, quando Frattini porterà davanti alle Commissioni riunite Esteri e Difesa di Camera e Senato, le nuove proposte sui caveat militari in Afghanistan. In sostanza, la natura della missione non dovrebbe cambiare, ma il governo vuole garantire tempi di risposta politici più rapidi e maggior flessibilità alle nostre truppe. Una proposta che arriva proprio in concomitanza con la visita in Italia di George Bush e che già fa ipotizzare uno scambio di favori fra il presidente Usa e il premier Silvio Berlusconi: Italia nel 5+1 in cambio di una maggior mobilità delle truppe stanziate a Kabul.
«Noi proponiamo 5 o 6 ore al massimo. L’obiettivo è essere più rapidi, più efficaci» ha dichiarato ieri Frattini in un’intervista all’agenzia France Press. Una riduzione sensibile rispetto alle 72 ore attuali: con le regole attuali, se il comandante italiano in Afghanistan, su richiesta del capo della missione Isaf, dovesse chiedere di intervenire, a Roma avrebbero tre giorni di tempo per dare il permesso. Troppi, per agire in maniera tempestiva.
Il numero dei soldati invece non dovrebbe aumentare: anzi, quando l’Italia lascerà il comando della regione di Kabul, circa 250 militari potrebbero rincasare e non essere sostituiti, portando la missione dai 2350 membri attuali a circa 2150: 500 fra Kabul e la base avanzata di Mushai e il resto nell’ovest del Paese, nella provincia di Farah. Non dovrebbe cambiare nemmeno la natura della missione: secondo il generale Vincenzo Camporini, capo di Stato maggiore, «non saranno schierati i cacciabombardieri AMX, nè saranno inviati parà della Folgore», come invece era stato ipotizzato.
Un’altra novità potrebbe riguardare l’addestramento della polizia locale: oggi il ministro Frattini proporrà alle Commissioni anche di inviare in Afghanistan alcuni Carabinieri. Gli uomini dell’Arma dovrebbero occuparsi appunto di trasferire il loro know-how alle forze di sicurezza afghane, sul modello di quanto già avvenuto in Irak.