Oggi è di nuovo serie A e Mancini il trasformista cambia ancora

Inter: mille formazioni per infortuni e duttilità. Burdisso centrocampista per necessità. Zanetti e Stankovic jolly. Questa sera la capolista a Udine. Alle 15 il resto della giornata: <strong><a href="/web/pdf/serieA-giornata26.pdf" target="_blank">guarda il programma e le formazioni</a></strong> 

Appiano Gentile - C’è un’Inter per tutte le occasioni, camaleontica e pronta a far di necessità virtù. Oggi torna in campo contro l’Udinese, ma sarà diversa da quella che ha battuto il Catania ed anche da quella che ha pareggiato con il Valencia. Sarà solo parente di quella che andrà in campo a Livorno o martedì prossimo in Spagna. Squadra talvolta dettata dagli infortuni, talaltra dal piacere del tecnico nel provare qualche variazione di fantasia. Insomma la squadra 2006-07 non sarà ricordata come quella dei gloriosi anni Sessanta quando tutti recitavano a memoria: Sarti, Burgnich, Facchetti...

È cambiato il calcio, ma anche le sue necessità. In questo momento Mancini è preso in trappola dagli infortuni, stesso problema capitato tre-quattro mesi fa. Oggi mancheranno Cambiasso e Vieira in infermeria, Stankovic squalificato ma pure affaticato. Ad ogni domanda su convalescenti ed affini, ieri l’allenatore rispondeva con un «Vedremo!». Dacourt? «Se sta bene gioca». Adriano? «Vediamo come sta». Serve un po’ di autogestione? «Impossibile», ha risposto il nostro. «Gli infortuni sono dietro l’angolo, speriamo non ne capitino altri». Ma da un infortunio all’altro prende forma un’Inter sempre diversa, ad ognuno il suo quarto di diversità. Forse uno dei segreti del saper vincere e dominare in campionato. Ed allora Burdisso è pronto a giocare in tre ruoli della difesa (laterale o centrale) ma pure centrocampista centrale, una specie di stopper del centrocampo. Mancini lo ha provato a Cesena. Probabilmente ripeterà la scelta nelle prossime partite: «Può essere una soluzione, è l’unico dei difensori che potrebbe ricoprire quel ruolo in emergenza».
Gli stopper si alternano con tranquilla serenità: ora Materazzi, ora Samuel, quasi mai insieme perchè l’allenatore preferisce vederli a fianco di un difensore che calci con il piede destro. Maxwell e Grosso si alternano come terzini di fascia, ma sono stati provati pure come centrocampisti di fascia. Zanetti alterna la presenza nella zona sinistra del centrocampo (dove rende meglio) alla destra. E talvolta si posiziona nella zona centrale, dietro gli altri tre centrocampisti. Solari è uno specialista della zona sinistra, ma ha giocato a destra e soprattutto dietro le punte, ruolo ricoperto con bella presenza contro il Palermo e riproposto anche nell’ultima partita a Cesena. Fra l’altro la colonia argentina è la più prolifica in fatto di gol: ha realizzato quasi il 50 per cento delle segnature nerazzurre ed ora, all’elenco, si è aggiunto Solari, l’unico rimasto a zero fino a domenica.

nfine Figo e Stankovic. Il portoghese si è adattato al ruolo di suggeritore delle punte, vista la quasi completa abolizione del 4-4-2. Il serbo, insieme a Ibrahimovic, è l’uomo determinante della squadra, il giocatore più moderno sapendo posizionarsi in ogni ruolo del centrocampo (davanti alla difesa, suggeritore, incursore laterale) senza mai perdere in qualità e sostanza. E così Cambiasso che, rispetto a Stankovic, è meno brillante nelle accelerazioni e nel cambiar passo.

Ecco, l’unica Inter che non cambia è quella degli attaccanti. Gioca chi sta meglio ed è in forma, preferibilmente a fianco di Ibra. A ciascuno una sola richiesta: segnare e far segnare. Foss’anche dalla propria linea di porta.