Oggi parte la procedura contro l’Italia

da Milano

Tutto è pronto per la procedura di infrazione del commissario europeo al Mercato Interno McCreevy contro l'Italia sul caso Autostrade-Abertis. I capi di gabinetto di Bruxelles hanno dato il via libera alla prima fase, la lettera di messa in mora che McGreevy ha preparato e presenterà oggi al Collegio per ottenere il disco verde definitivo. Nel dettaglio a finire nel mirino è l'articolo 12 del decreto legge fiscale, in particolare le parti sul tetto del 5% ai diritti di voto dei soci costruttori della società concessionaria e quelle sulle condizioni per la revisione delle concessioni. Sul caso Autostrade-Abertis, l'Unione europea ritiene che l'Italia violi le normative comunitarie sulla libera circolazione dei capitali. Intanto il ministro delle Infrastrutture ricorda al gruppo Benetton che «ha ancora in mano 2 miliardi e mezzo di opere non realizzate». Antonio Di Pietro ha precisato che quando la società Autostrade «farà la richiesta di risarcimento danni, noi risponderemo con la comparsa di risposta e ricordo che quando si fa una causa non è che deve vincere per forza chi l'ha promossa, ma anche il convenuto». La replica della società non è tardata. «In riferimento alle reiterate preoccupazioni espresse, anche in data odierna (ieri ndr), in merito ai ritardi nell'effettuazione dei piani di investimenti oggetto di convenzione, Autostrade per l'Italia ritiene doveroso ribadire nuovamente quanto già accertato in più sedi e precisato ancora lo scorso 8 novembre».
Il gruppo Autostrade torna così a precisare che i ritardi negli investimenti previsti sono «praticamente per intero riconducibili ai ritardi autorizzativi relativi alla Variante di Valico», dipendono da problemi esterni (ritardi nell'iter per le autorizzazioni) e comportano un maggior costo («ad oggi per circa 1,6 miliardi di euro, destinato a termine dei lavori a superare certamente i 2 miliardi di euro») e non vantaggi per la società.