Oggi il Pd prova a mostrare i muscoli

Il gran giorno è arrivato. Il Partito democratico oggi - come promesso più di un mese fa - darà inizio alla sua campagna elettorale. L’appuntamento è al teatro Vascello, ore 18. Nel cuore di Monteverde (tanto cara ai girotondini morettiani) il Pd suonerà la grancassa per la Bonino. E gli addetti ai lavori giurano che non ci saranno stonature nel coro. In fin dei conti la «cerimonia» è stata già pensata e immaginata in ogni dettaglio dalla triade che a Roma e dintorni dà la linea al partito. In una riunione tenuta alla Camera dei deputati martedì scorso Michele Meta, Alessandro Mazzoli e Lucio D’Ubaldo hanno delineato i contorni della strategia che il partito sfrutterà nel corso di questa campagna elettorale. Un lavoro di sintesi, visto che Mazzoli parlava a nome dei bersaniani, Meta come rappresentante della corrente ispirata a Ignazio Marino, e D’Ubaldo in qualità di voce dei cattolici. Lo stesso D’Ubaldo (ex democristiano doc) è stato scelto come responsabile del programma dell’aspirante governatore Bonino. Un cattolico che affianca un altro cattolico - Riccardo Milana, coordinatore del comitato elettorale della Bonino - nel piccolo «esecutivo» che ha il compito (ingrato?) di imbrigliare la senatrice radicale. Quasi una guardia pretoriana per un coscritto da non lasciar scappare. Oltre ai nomi citati, sul palco della sala di via Carini prenderanno posto anche Nicola Zingaretti (presidente della Provincia), Esterino Montino e Marco Miccoli, coordinatore della campagna elettorale per il Pd romano. Sarà in questa occasione che il Pd dovrà trovare una cifra precisa. Un’idea che non lo faccia apparire come un partito «snaturato» da un candidato che lo costringe a pericolosi sbilanciamenti. Miccoli mostra i muscoli contro questa tragica possibilità e snocciola cifre che considera rassicuranti. «Con oltre 33mila iscritti - spiega - e 150 circoli, di cui 115 territoriali e 35 aziendali il Pd romano rappresenta la più consistente forza politica organizzata della città». Se i numeri sono così confortanti allora un po’ di ragione ce l’ha anche Dario Franceschini che parlando a Repubblica TV confessa: «La Bonino? No. Avrei fatto una scelta diversa. Avrei cercato una persona di sintesi, magari attraverso le primarie». Dopo aver confermato il suo appoggio leale alla candidata (anch’ella presente oggi al Vascello), Franceschini ha formulato un augurio: «Spero che Emma voglia cercare la sintesi piuttosto che entafizzare le posizioni dei radicali».