Oggi il piano Reviglio Resta il rischio-crac

Bertone

Su Bertone si allunga l’ombra del fallimento. Di fronte ai litigi e allo scontro che contrappone la madre Lilli e le figlie Barbara e Marie Jeanne, la Procura di Torino ha deciso di stringere i tempi e ha anticipato la convocazione al Tribunale Fallimentare, prevista per il 24 gennaio, a giovedì 10. Oggi in Regione, il finanziere piemontese Domenico Reviglio illustrerà nei dettagli il suo piano per il rilancio delle carrozzeria alle istituzioni e ai sindacati, poi nel pomeriggio incontrerà la stampa. Perplessi i sindacati, i quali insistono: «A noi interessa salvare 1.300 posti di lavoro e il patrimonio industriale. Ci sono almeno due proposte in campo, forse anche altre», dice il segretario generale della Fiom torinese, Giorgio Airaudo. «Quello della magistratura è un apprezzabile intervento che può consentire di fare chiarezza. Se non c’è un soggetto terzo che stabilisce, in questa vicenda psichiatrico-legale, alcuni punti fermi andiamo diritti verso il disastro», aggiunge Antonio Sansone, numero uno della Fim torinese, mentre per il segretario generale della Uilm piemontese, Maurizio Peverati, «cresce la preoccupazione e l’esigenza di punti fermi». La prima udienza al Tribunale Fallimentare, davanti al giudice Vittoria Nosengo, risale al 18 dicembre. Erano i giorni in cui in campo c’era solo la proposta di Gianmario Rossignolo, ex manager Telecom e Zanussi. Quel piano di salvataggio, giudicato convincente da istituzioni e sindacati e illustrato anche al ministero delle Attività Produttive il 28 dicembre, è stato poi, a sorpresa, accantonato perchè Lilli Bertone ha raggiunto un altro accordo, il 31, con Reviglio. Da allora il conflitto con le figlie, stupite del cambio di rotta e poco convinte, è diventato sempre più duro fino alla decisione di Lilli di licenziare Barbara, prima ritirandole le procure per i bonifici, poi sospendendole la carica di dg e infine anche quella di dirigente.