Oggi la protesta degli «autisti di serie B»

Giacomo Legame

Oggi incroceranno le braccia per la seconda volta in meno di un mese. E la loro protesta è destinata a non passare inosservata: dai lavoratori della «Tevere tpl», infatti, dipendono le linee di autobus esternalizzate, e in particolare il trasporto nelle periferie della città. «Oltre settanta linee, oltre venticinque milioni di chilometri l’anno di percorso», specifica Vincenzo Piso (An), vicepresidente del consiglio comunale. E se lo sciopero indetto dalla rappresentanza sindacale autonoma troverà la stessa massiccia adesione che la rappresentanza di base ha rivendicato per il precedente messo in atto alla fine di settembre (anche se sul sito dell’Atac si parla di un’adesione del 13 per cento), le ripercussioni si faranno sentire. Eccome.
L’astensione dal lavoro indetta per oggi dalle Rdb/Cub trasporti riguarderà le fasce orarie 8,30-17,30, e poi dalle 20 fino alla conclusione del servizio. Tre settimane fa parecchi dei mezzi messi quotidianamente in campo dalla società sono rimasti fermi a motori spenti nei depositi, e le forze dell’ordine sono dovute intervenire a presidio della sede della società nella zona di Tor Sapienza-Collatina, per evitare che la tensione alle stelle sfociasse in disordini difficili da controllare. «Ma se a distanza di così poco tempo i lavoratori della Tevere tpl hanno deciso di scioperare di nuovo – afferma Piso – è segno che il problema esiste, che è di portata non indifferente, e che l’amministrazione comunale non può continuare ad essere semplice spettatrice in una situazione che investe oltre mille lavoratori e i tantissimi cittadini utenti del servizio».
Nel «mirino» della contestazione, spiega l’esponente di Alleanza nazionale «lo scarso livello di manutenzione dei veicoli, che tra l’altro sono di proprietà di Atac e in buona parte acquistate per le famose “linee J”, e hanno sulle spalle tra i cinque e i sei anni di attività. Questo determina problemi di funzionamento e, a cascata, ritardi nell’effettuazione del servizio nelle periferie, rischi per il livello di sicurezza, discontinuità e quindi disagi per i cittadini». Disagi che i conducenti delle linee di trasporto avvertono particolarmente, trovandosi come unica interfaccia a catalizzare la rabbia degli utenti.
«La rivendicazione dei lavoratori investe più piani – afferma ancora Piso -, e affronta fra gli altri un problema che in qualche modo il Comune di Roma dovrà farsi carico di affrontare: la sperequazione che in termini di retribuzione e di garanzie sembra verificarsi rispetto ai colleghi delle aziende municipalizzate di trasporto pubblico come Metro o Trambus». Secondo il consigliere, infatti, l’agitazione dei sindacati sarebbe dovuta «al reddito inferiore che il personale della Tevere tpl percepisce, a parità di anzianità, rispetto al personale Trambus». Da qui la richiesta di un «adeguamento salariale», ma anche, dice ancora Piso, «di una ridefinizione delle condizioni di lavoro, a cominciare dalla durata dei turni».
Ma non è tutto. In cima alla lista delle rivendicazioni, infatti, si trova proprio l’adeguamento dello stato delle vetture: «Un incremento nella manutenzione che consenta ai conducenti di svolgere il proprio dovere, e ai cittadini utenti di poter fruire di un servizio regolare, sicuro e senza disagi». E quindi «niente più attese alla fermate», «niente più autobus costretti a restare fermi nei depositi a causa di malfunzionamenti», «niente più disfunzioni che non fanno altro che esasperare i cittadini, che non avendo altri interlocutori finiscono con lo scaricare la propria rabbia addosso al conducente di turno». Una situazione che Piso non esita a definire «esplosiva», e per la quale sollecita «un intervento del Campidoglio». «È vero che si tratta di un’azienda privata – specifica l’esponente di Alleanza nazionale -, ma ci chiediamo se sia giusto che il Comune di Roma resti un semplice spettatore passivo di fronte ad uno stato di tensione che, laddove dovesse incancrenirsi, non farebbe che aumentare i disagi dei lavoratori e dei cittadini utenti del servizio».