Da oggi si può fare il bagno

Una riunione tra assessori dà il via libera ma continuano le verifiche dei tecnici

Fabrizio Graffione

I controlli a tappeto sulle acque del levante cittadino continuano e i risultati dei tecnici dell'Arpal sono stati presentati ieri sera al sindaco Beppe Pericu che ha deciso di non prolungare l'ordinanza di divieto di balneazione. «Dalle analisi realizzate dai tecnici - spiega il primo cittadino - esistono le condizioni non rinnovare l'ordinanza adottata lunedì. È ovvio che la situazione rimane monitorata e che valuteremo attentamente eventuali sviluppi».
Anche a Bogliasco e Pieve Ligure, dove i sindaci avevano adottato lo stesso provvedimento di palazzo Tursi, da oggi ci si può tuffare in mare. Dalla Foce ai comuni della riviera, nonostante la calda giornata estiva, non si sono buttati in molti in acqua e la maggior parte si sono tenuti lontani dal bagnasciuga. Intorno alle cause che hanno provocato l'intossicazione intanto qualcuno ha dei dubbi anche se l'Arpal afferma che si sia trattato proprio della fioritura di ostreopsis ovata avvenuta in condizioni particolari.
«È troppo presto per mettere in relazione la fioritura dell'alga con le crisi respiratorie riportate in questi giorni - spiega la ricercatrice del Cnr Maria Grazia Giacobbe -. Non si può dire con certezza che i malesseri derivano da questa specie, ma si può soltanto osservare l'associazione di eventi. È però fuor di dubbio che la ostreopsis ovata sia tossica e che possieda una tossina simile alla palitossina, come uno studio condotto dal Cnr, dall'Università di Urbino e dal centro di oceonografia di Vigo in Spagna ha accertato esaminando proprio un campione proveniente dalle coste liguri. Un organismo unicellulare che fa parte del fitoplacton e che può essere presente nell'acqua, sulle macroalghe o nella sabbia. L'alga tossica viene dai tropici e la sua presenza nelle nostre acque è ancora un mistero».
Secca la replica degli esperti dell'Arpal.
«Noi non abbiamo dubbi, la causa dei malori è stata la tossina provocata dalla fioritura dell'alga tossica - dichiara la direttrice del dipartimento genovese dell'Arpal Marina Picca -. Abbiamo avuto conferme anche dall'Istituto superiore di sanità e nel nostro dipartimento della Spezia lavora uno dei massimi esperti di questo fenomeno, il dottor Claudio Grillo che ci ha permesso di individuare la causa in meno di un giorno. Come nei casi già registrati in passato, in Francia ed in Toscana, anche da noi il fenomeno è avvenuto in una zona ben definita e circoscritta, anche se qui l'area interessata è stata maggiormente consistente».
Ma quello che all'Arpal non si è ancora riusciti ad identificare sono gli elementi che hanno portato alla fioritura, che comunque, secondo il direttore del dipartimento, è stata determinata da un insieme di cause come temperatura, stato delle correnti, presenza di nutrienti e condizioni atmosferiche. Per questo motivo si è effettuato anche un monitoraggio delle temperature registrate negli ultimi due anni.
Alcuni hanno puntato il dito contro gli impianti di depurazione che, come ha affermato l'altro giorno anche l'assessore Dallorto, non hanno la fase terziaria. Sprigionerebbero, infatti, azoto e fosforo che, tuttavia, secondo i tecnici del Comune, sono elementi non inquinanti per le acque. L'alga tossica trova proprio in queste sostanze organiche l'humus ideale per riprodursi ed ecco spiegata la fioritura vicino ai tre depuratori del levante cittadino. Il mare calmo, la luce e il caldo avrebbero fatto il resto e si sarebbe quindi formato l'aerosol dannoso per l'uomo inalato dai bagnanti. Resta quindi l'allarme per i frutti di mare e i pesci.