«Oggi stiamo con lei, speriamo anche domani»

Ai contestatori dico che il partito Pensionati non è né di destra né di sinistra, ma si allea con lo schieramento che condivide i suoi obiettivi, e che ne accetta la collaborazione. Si è mai visto un tizio che entri in casa altrui e si segga a tavola senza che sia invitato e che anzi cerchi di comandare?
Ebbene vogliamo sfatare una volta per tutte un fatto: quale casa della destra e quale casa della sinistra oggi esiste in Italia?
Quale destra se non quella altezzosa e prevaricante che in 15 anni di leale alleanza in varie regioni - Liguria, Lombardia, Piemonte, Veneto.... - non ci ha mai considerato?
Quale destra esiste che nei 5 anni di Regione Liguria a guida Biasotti non una volta ci ha interpellato? Quale destra che ha disatteso le nostre indicazioni in materia di e.r.p. (edilizia residenziale pubblica) che poi si sono rivelate giuste e il più deve ancora emergere?
Quale destra esiste se nei 7 anni di governo Berlusconi che non siamo mai stati coinvolti in nessuna decisione, ma hanno solo ritenuto il nostro voto, un voto dato da utili idioti o da servi sciocchi?
Sappiano questi infedeli alleati di ieri e - forse - di domani, che il Partito Pensionati non è di proprietà di nessuno, bensì vuole essere di proprietà di quei pensionati che vogliono lasciare in eredità ai loro figli ed ai loro nipoti l'ultima spiaggia della solidarietà che si va sempre più assottigliando: la pensione.
Quale sinistra che dal 2002 in Comune ed in Provincia non ci hanno mai considerato?
Quale sinistra che al governo in Regione Liguria ed in Puglia (e lì ancor più per merito nostro al governo!) ci hanno lasciato fuori dalla porta e neppure ci hanno interpellato in materia di e.r.p. (edilizia residenziale pubblica), di welfare, di socialità temi a noi cari, così come fecero i loro predecessori di destra? Quale sinistra che al governo col contributo determinante del partito pensionati sia per la Camera che per il Senato, ha dimostrato di penalizzare le categorie che noi difendiamo?
Per memoria storica sappia la gente che li leader del Partito Pensionati non è la prima volta che si incatena, ma anche nel lontano passato fece gesti clamorosi che la stampa non tutta e non sempre libera ha volutamente sottaciuto.
Un consiglio a chi scrive del partito pensionati: non vogliamo che i pensionati siano ostaggio di chicchessia e vorremmo che il nostro pensiero sia riportato con fedeltà di concetto senza acrimonia: se spesso non abbiamo le medesime idee e non sempre ci allineiamo a chi ci vorrebbe allineare, sappia che non ci incateneremo mai alle nostre idee!
Tranquilli, se non condivideremo fatti o posizioni, nessuno ci metterà in gabbia e tanto meno ci impedirà di parlare.
Oggi siamo con Marta Vincenzi... speriamo anche domani.
Segretario regionale
del Partito Pensionati