«Oggi tutti in piazza» Non si ferma la protesta anti-rom

In programma al Parco Lambro cortei promossi da Lega, An e Fi Critiche alle scelte del Comune, manifestano anche i residenti

Mariolina Moioli non sarà al presidio anti-rom al parco Lambro. L’assessore comunale ai Servizi sociali alla protesta di piazza «preferisce le proposte che la comunità di Sant’Egidio fa ai milanesi» chiosa il leghista Matteo Salvini. Già, l’assessore oggi «interviene» ad un seminario dal titolo «I rom nella città di tutti».
Che, sorpresa, aggiunge Salvini, è pure «il leit motiv del corteo dei milanesi, di quelli che oggi sfilano da piazza Udine a parco Lambro perché non ne possono più di dare un tetto all’esercito dell’illegalità». Un «tetto» che, nelle intenzioni dell’amministrazione comunale, si concretizza in ottomila metri quadri adiacenti al Centro ambrosiano di solidarietà gestito da don Virginio Colmegna, al civico 7 di via Marotta al parco Lambro. Ottomila metri quadri, al lato della tangenziale est, che ospiteranno una quarantina di rom: quelli costretti ad abbandonare Opera, tra polemiche dopo che il sindaco ritirò il suo appoggio.
Ospiti «indesiderati» perché è «da irresponsabili insediare un campo rom in un’area verde, in un polmone della città e trasformarlo così in un luogo pericoloso per i residenti» spiega Giovanni De Nicola, capogruppo provinciale di An. Che aggiunge: «Sia chiaro, non siamo contro i rom ma siamo per una accoglienza ragionata che, purtroppo, non è quella del Comune». Spiega sottoscritta anche da tutti i consiglieri della Cdl in zona 3 e da Pietro Viola (An), presidente del consiglio di zona, da Max Bruschi (Fi), vicecapogruppo provinciale, da Barbara Calzavara (Fi), vicepresidente del Cdz 2, e dall’assessore regionale Davide Boni (Lega): tutti, in prima fila, alle 18.30 (da piazza Udine sino a via Van Gogh, dentro il parco Lambro, ndr) per «difendere la sicurezza, la legalità e la volontà dei cittadini».
Certezza che, in una nota, accomuna pure gli assessori Carla De Albertis (An) e Tiziana Maiolo (Fi) all’europarlamentare Romano La Russa (An), con tanto di invito di quest’ultimo al sindaco Letizia Moratti di «dar seguito alle promesse fatte ai milanesi» perché «sicurezza significa meno zingari per le strade e soprattutto meno campi nomadi».
Messaggi che, in sintesi, sono il mal di pancia del centrodestra contro «le decisioni sottoscritte dal vicesindaco Riccardo De Corato e dall’assessore Moioli destinate a deteriorare la già mediocre qualità della vita in un’area, quella di Parco Lambro, ricettacolo di tensioni e di illegalità» commenta Salvini.
E mentre Salvini non in versione capogruppo comunale della Lega bensì da presidente della commissione Sicurezza fa sapere che dai vertici di Palazzo Marino gli è stato chiesto di «posticipare la seduta della commissione prevista per venerdì», il Carroccio milanese preannuncia che, nei prossimio giorni, ritornano le «passeggiate anti-rom»: «Dopo la zona sud di Milano andremo in quella nord-ovest, da Muggiano a Quarto Oggiaro dove sorgono dieci e passa campi abusivi». Iniziativa che la Lega «spera» di dover però annullare: «Significherebbe che le “buone notizie” preannunciate per dopo Pasqua dal prefetto Gian Valerio Lombardi si sono tradotte in fatti concreti, negli sgomberi a lungo attesi dai milanesi».
Ma presidio del territorio a parte, stasera alle 20.30 (in via don Calabria) Davide Boni e Leo Siegel, esponenti della Lega, riscaldano gli animi con un «rapporto alla popolazione», tema? «Nomadi al parco Lambro e moschea in via Padova». Moschea anche questa di troppo, con tanto di comitato «Via Padova sicura» che stasera sfila in corteo con invito al sindaco e all’assessore Moioli di «schierarsi dalla parte dei cittadini».