Oggi è la volta di Brunetta ma questo è il governo della "matrimoniale"

Macché spesa, i ministri pensano alla sposa: dopo Frattini, Gelmini e Carfagna, oggi tocca a Brunetta. Dopo Elvira Savino, il Pdl si è dato alle cerimonie. Merito di Berlusconi?

La patrimoniale no, ma dalla matrimoniale non si scappa. Però almeno se la pagano loro, i novelli sposi governativi, con tutto il loro strascico di illustri invitati e auto blu e un rateo di due cerimonie l’anno. Contando che i ministri sono una ventina, non si procede affatto male. Questo sì che è il partito dell’amore, quantomeno coniugale. Lo Stato è al verde ma il governo pidiellino è in bianco seta e tight nero. Galeotta (in senso sentimentale…) fu la XVII legislatura, mai così attenta alla famiglia. Il prossimo atteso al varco matrimoniale è Sandro Bondi, ex ministro ma sempre poeta, ancora in tempo per rientrare nella manovra nuziale del 2012.

Nel frattempo si spreca il riso per salutare gli onorevoli ancora ministri e oggi sposi. C’è forse una gara, dentro il Pdl, per accaparrarsi il premier come testimone? O per caso gli affreschi di Palazzo Chigi stimolano gli slanci amorosi, persino in algidi uomini di Stato come Frattini (più algido di lui che è maestro di sci) o lo scorbutico Brunetta?
L’anagrafe offre una spiegazione solo in parte, e solo per alcuni dei ministri in love. Tipo le donne, quasi tutte impalmate tra l’anno scorso e questa primavera/estate. Peraltro, battute sul tempo da una semplice deputata , Elvira Savino, la «topolona» che esordì alla Camera in fuseaux aderenti e tacco dodici. La Savino le ha bruciate tutte, sposandosi quando il governo aveva appena cinque mesi di vita, nel 2008.

E con Berlusconi testimone-intrattenitore, che lì forse svelò l’arcano: «Quando ero in azienda ho fatto il testimone a 110 unioni, tutte dovute a me». Ecco, dev’essere lui il filtro d’amore per ministre e ministri, che litigano tra loro, si danno pure del cretino, ma poi si sciolgono in amori tempestosi tra le mura di casa e quindi in chiesa. Ma non per tutte, rito civile per la Gelmini in Patelli, sposa al Comune della catulliana Sirmione nel 2010, con «abito corto al ginocchio in stile Anni ’50, in mikado di seta colore crema, con grosso fiocco al punto vita», fu il resoconto sartoriale dei giornali. Stessi confetti di William e Kate per l’altra sposa-ministra, la Carfagna, fresca di matrimonio al castello di Torre in Pietra, ovviamente con il Cavaliere testimone. La quota di tassa matrimoniale spalmata sul triennio prevede, per l’anno fiscale in corso, il matrimonio odierno del ministro della Pubblica Amministrazione, con una sovrattassa spiacevole: l'ira funesta dei precari pronti a tirare altro che riso al ministro anti-fannulloni. Tanto che ad un certo punto si è sparsa la voce di un contropiede brunettiano, l'anticipo in corsa delle nozze a stamattina, per buggerare i contestatori. Un vero giallo che però sembra avere un finale poco thrilling: tutto confermato alle 19.30, con o senza precari.

Ma nella manovra nuziale del governo resta l’incongnita di Laura Ravetto, sottosegretario ai Rapporti col Parlamento, che a più riprese le chiede quando si sposerà. Doveva farlo nel dicembre scorso, sul Lago D’Orta, ma tutto fu rinviato per la crisi. Non quella tra lei e il compagno, l’avvocato d’affari Stefano Grassani, la crisi di governo, poi risolta con la fiducia. «Ho voluto aspettare che si facesse chiarezza politica, perché volevo dedicarmi personalmente all'organizzazione del matrimonio», spiegò la Ravetto. E dopo che chiarezza è stata fatta? Si attende...

Quello di Frattini è invece filato via liscio come uno slittino. Matrimonio alla sciolina, nella segretezza della Val Badia, con la figlia dell’ex presidente Fisi (Federazione italiana sport invernali). Senza nemmeno il rischio di palle di neve lanciate da precari appostati in baita.