Ogm, restano i divieti: commissione Ue battuta

Sconfitta della commissione europea
al consiglio Ambiente. La maggioranza
qualificata degli Stati membri ha votato contro la proposta
dell’Eurogruppo
di imporre la fine dei divieti nazionali di coltivazione del mais ogm. Anche l'Italia vota contro

Bruxelles - Sconfitta della commissione europea al consiglio Ambiente. La maggioranza qualificata degli Stati membri ha votato contro la proposta dell’Esecutivo comunitario di imporre la fine dei divieti nazionali di coltivazione del mais Ogm Monsanto Mon810 in Austria e in Ungheria e del mais Bayer T 25 in Austria.

Il voto a Bruxelles Solo quattro paesi (Regno Unito, Svezia, Finlandia e Olanda) hanno votato a favore del "diktat" della Commissione sul Mon810, l’unico Ogm coltivato in Europa (soprattutto in Spagna), mentre un quinto (l’Estonia) si è astenuto. Sul T25 (che non è più commercializzato in Europa), i paesi a favore della Commissione sono stati solo tre (Regno Unito, Finlandia e Olanda, la Svezia ha votato contro). Fino all’ultimo, erano restate incerte le posizioni della Spagna e del Belgio: almeno uno dei due paesi doveva votare contro la Commissione per non far mancare la maggioranza qualificata. Alla fine entrambi si sono espressi contro il "diktat" di Bruxelles. Anche l’Italia ha votato contro la Commissione in entrambi i casi Il 16 e il 25 febbraio scorsi a Bruxelles, negli ultimi due voti riguardanti la coltivazione di Ogm nei comitati Ue di regolamentazione, l’Italia si era astenuta, dopo essersi per anni opposta a questo tipo di richieste.

Contro le votazioni transgeniche In vista del Consiglio Ue di oggi, tuttavia, ha prevalso la linea tradizionalmente contraria alle coltivazioni transgeniche, e soprattutto contraria alla loro imposizione d’autorità ai paesi che non le vogliono. Secondo fonti diplomatiche a Bruxelles, vi sarebbe stato un intervento in questo senso da parte del presidente francese Nicolas Sarkozy sul premier italiano, Silvio Berlusconi, durante il vertice bilaterale di Roma della settimana scorsa. La Commissione, infati, intendeva chiedere a giugno la fine dei divieti di coltivazione nazionali esistenti anche in Francia e in Grecia, e un eventuale voto odierno contro le misure simili di Austria e Ungheria avrebbe rappresentato un pericoloso precedente contro Parigi.