Ogni anno 500 disabili in più nelle scuole milanesi

La notizia non è confortante: è in continuo aumento il numero degli studenti disabili nelle scuole milanesi. Al ritmo di oltre 500 in più all’anno. Handicap che nella stragrande maggioranza dei casi ha a che fare non con fattori fisici, ma piuttosto psichici. Sono ben l’86 per cento sul totale dei disabili i bambini «psichicamente disturbati» aiutati da un insegnante speciale. Di pari passo con la disabilità cresce anche il numero degli insegnanti di sostegno. Erano 3842 nel 2004, quest’anno ne sono impiegati 4665. Ma in futuro la situazione è preoccupante. Cambiano, infatti, per i nuovi disabili le modalità di certificazione. Cambiano e si complicano, perché in base a una recente disposizione regionale non basterà il parere degli esperti dei servizi psicosociali, ma sarà l’Asl (come avviene in genere per gli invalidi civili) a rilasciare la certificazione definitiva. Una novità che già ha messo in allarme gli operatori scolastici.
Francesca Lavizzari, dirigente scolastica che da 9 anni fa parte del Glh (Gruppo di lavoro handicap) dell’ex provveditorato, teme addirittura in prospettiva un drastico taglio di insegnanti di sostegno: «Quasi la metà dei nostri alunni dichiarati disabili – dice – ha un grado di patologia definito medio basso. Come farà l’Asl a riconoscere la necessità di un insegnante di sostegno anche per loro? È vero che in passato per avere questa risorsa talora si esagerava e si considerava handicappato chi aveva soltanto qualche problema relazionale, ma questi casi si tenevano sotto controllo. Adesso c’è il rischio che vengano presi in considerazione i più gravi e poco più. Sarebbe un disastro».
Sempre secondo la professoressa Lavizzari si stanno creando le premesse perché aumentino e si radicalizzino le patologie.
«Il nostro lavoro – continua – risultava particolarmente efficace proprio sui meno gravi. Gli alunni più compromessi stanno a scuola per ragioni di socializzazione. Se però non ci viene riconosciuta analoga possibilità di intervento, c’è il rischio non solo che l’integrazione della maggior parte dei disabili sia compromessa, ma addirittura che il grado di disabilità aumenti in modo irrevocabile». Da qui la richiesta che per l’applicazione delle nuove norme sulla certificazione dell’handicap ci sia un accordo scuola-Asl. «Il passaggio in più richiesto – aggiunge la dirigente Lavizzari – non sarà facile da fare digerire a molti genitori: la nuova certificazione sarà un vero e proprio documento medico legale. Qualcosa, insomma, che può essere vissuto come un marchio per tutta la vita. E questo a molte famiglie non piace. Inoltre non si capisce ancora bene quali criteri saranno adottati dagli esperti dell’Asl: parliamone, mettiamo a fuoco le esigenze reali, evitiamo operazioni di cieca burocrazia che andrebbe a danno degli studenti più deboli della scuola».