Ogni giorno nelle mense 20mila pasti speciali per prevenire le allergie

Ogni giorno per le intolleranze alimentari si mettono in tavola nelle scuole un’infinità di menù diversi. Sono 3.154 i bambini che hanno chiesto diete personalizzate. In media sono 2 alunni per ogni classe
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Merluzzo sì, ma tonno no. Pesca sì, ma solo quella noce. Lo stracchino? No, solo mozzarella. La pasta va bene ma solo senza uova e niente aglio nel sugo al pomodoro. La lista è lunghissima quan­to un menù di 20mila piatti. Non si tratta di un refuso: ogni giorno dalle cucine per le mense scolastiche escono dai 16 ai 20mila piatti diversi. Non si tratta di capricci, ma di diete personalizzate per i bambini di Milano che soffro­no di allergia. E il totale risul­ta dalla combinazione dei di­versi menu di ciascuno di lo­ro. Quest’anno alla sede di Mi­lano Ristorazione le richieste avanzate sono state 3.151 (Lo scorso anno erano 3.134 e nel 2008 ci si era fermati a 3.054). Un numero costantemente in crescita e che rispetto al to­tale dei pasti che sono 70mila al giorno rappresentano il 5 per cento. Insomma in ogni classe a Milano ci sono in media due bambini allergici. Di questi: 286 ha chiesto un menù privo di glutine per celiachia, 276 menù privo di latte e derivati, 202 senza uova e derivati, 16 hanno chiesto menù anti­obesità, ma ben 1.758 hanno chiesto la dieta sanitaria per­sonalizzata. Ed è proprio di fronte a questo numero che quest’anno Milano Ristora­zione ha deciso di cambiare filosofia e gestione. In questi giorni una lettera arrivata nel­le case dei genitori che hanno fatto richiesta di dieta perso­nalizzata spiegherà che da quest’anno il pasto sanitario sarà completamente «ripro­gettato ». In modo da incanala­re le varie diete in un numero più limitato. «Fino ad oggi era il pediatra di base o lo speciali­sta a cui si è affidata la fami­glia che redigeva la dieta per il bambino, dando ognuno le proprie indicazioni» spiega Roberto Predolin presidente di Milano Ristorazione. Il risultato è nei numeri: 20mila componenti-piatti di­versi al giorno. «Questi pasti sono prodotti quotidiana­mente da personale attento e qualificato, nei centri cucina presenti sul territorio milane­se - sottolinea Predolin - . Per ogni utente viene allestito un «Kit di somministrazione» dif­ferenziato e personalizzato, comprendente: un piatto ter­mo sigillato contenente il pri­mo piatto, uno con il secondo piatto, uno con il contorno, pane e frutta o l’alternativa. Un servizio articolato che mo­vimenta qualcosa come 16mi­la- 20mila piatti diversi al gior­no. Il problema è che ogni pe­diatra segue linee guida pro­prie e quindi per bambini che magari hanno tutti lo stesso problema di intolleranza ab­biamo altrettanti numeri di dieta». Il problema è delicato per­ché da un lato le allergie non sono problema di poco conto da gestire e dall'altra ci sono i genitori e il rapporto di fidu­cia che li lega al medico cui fanno riferimento. «Data la delicatezza di questa attività ­spiega ancora Predolin - ab­biamo ritenuto di farci affian­care dal professor Claudio Maria Ortolani, primario del Niguarda e professore presso la scuola di specializzazione in allergologia e immunolo­gia clinica dell’università di Pavia, oltre che presidente della Fisma Onlus Istituto Al­lergologico Lombardo. In­somma ci affideremo a un lu­minare per riorganizzare l’in­tero servizio e incanalare le varie diete in un numero più ristretto tutelando però la sa­lute dei bambini». Milano Ristorazione assicu­ra­che il professor Claudio Or­tolani «sarà a disposizione, dei genitori attraverso incon­tri e colloqui durante i quali saranno trattati argomenti inerenti il servizio diete nella ristorazione scolastica. Il pro­gramma degli incontri, nel dettaglio, sarà disponibile sul sito internet www.milanori­storazione. it».