Ogni romano paga 81 euro di multe

Il bilancio dei Comuni salvati dalle contravvenzioni. E quello del Campidoglio più di tutti. Lo ha rivelato ieri un’inchiesta del «Sole 24 Ore» sui soldi incamerati dalle amministrazioni di tutti e 8103 i comuni italiani «grazie» alle infrazioni commesse dagli automobilisti. E Roma è quella che fa il bottino più grosso: ben 207 milioni di euro (più qualche spicciolo) nel 2005, dato che piazza la capitale nettamente al primo posto della graduatoria assoluta nazionale, con un «malloppo» che è molto più del doppio di quello incamerato dal Comune al secondo posto, quello di Milano (81 milioni e rotti) e al terzo (Napoli, 65 milioni).
Ma se la cifra assoluta, ancorché strabiliante, può sorprendere fino a un certo punto, visto che è Roma è anche la città più popolosa d’Italia, c’è da dire che anche i dati ponderati mettono Roma in cattiva luce agli occhi dei tartassati a due e quattro ruote. Roma infatti è al quarto posto della classifica delle multe per abitante: ogni romano - minori, senza patente e vecchi compresi - nel 2005 si è visto recapitare una multa di 81,08 euro: solo a casertani, fiorentini e mantovani è andata peggio. E Roma è diciannovesima nella graduatoria del rapporto tra multe e imposte: le contravvenzioni sono il 12,07 per cento delle tasse totali. Ai romani potrebbe venir voglia di trasferirsi nei dintorni, visto che a Rieti ogni cittadino paga 49,18 euro l’anno, a Viterbo 18,49, a Latina 10,72 e a Frosinone addirittura solo 7,48 euro. Pur di non finire per parcheggiare a Sperlonga (242,22), Nemi (157,61) o Colonna (146,62).
Il dato reso noto dal quotidiano economico color salmone fa disperare i romani e riflettere il centrosinistra, che da anni «risiede» in Campidoglio. Lo fa ad esempio il coordinatore romano della Margherita, Roberto Giachetti, che prende carta e penna e scrive al sindaco Wlater Veltroni chiendosi (e chiedendogli): «È proprio il caso di dire: Roma caput mundi delle multe. Come è possibile?». «Vorrei invitare il sindaco Veltroni e la sua giunta - aggiunge il parlamentare Dl - a non sottovalutare il messaggio che viene da questa indagine statistica. Il codice della strada - non è oggetto di opinione ed è comunque fuori discussione che alcuni comportamenti siano sempre e comunque da punire. Mi riferisco, ad esempio, ai parcheggi selvaggi o a coloro che occupano le corsie preferenziali destinate ai mezzi pubblici. Ma il Comune non sottovaluti questo poco invidiabile primato e si adoperi affinché non solo la repressione, ma soprattutto la prevenzione di simili comportamenti venga potenziata in modo da non mettere i cittadini in condizione di infrangere la legge».
«Vorrei infatti ricordare - conclude Giachetti - che, spesso, soprattutto nel centro storico di Roma, addirittura parcheggiare un motorino è una missione quasi impossibile. Predisporre dei parcheggi ad hoc per ciclomotori potrebbe essere una soluzione alternativa per evitare multe salate a tutti coloro che quotidianamente si recano in centro per lavoro».