Oh Bej, 400 agenti a guardia del Castello

Quattro giorni di Oh bej. E altrettanti di parco chiuso. Domani mattina alle 10 le bancarelle della tradizionale festa di Sant’Ambrogio apriranno nella loro nuova sede, ovvero intorno al Castello al Sforzesco. Un debutto che dovrà fare i conti con qualche novità. Prima fra tutte la chiusura del parco Sempione. Dietro consiglio della questura, il Comune ha deciso di tenere chiusi per tutta la durata della fiera i cancelli del parco. Che di fatto sarà off limits: per gli abusivi, com’è nelle intenzioni. Ma anche ovviamente per tutti quei milanesi abituati a passare i giorni di festa nell’unico polmone verde del centro città. Il parco sarà chiuso già questa sera. E già da questa sera partiranno i controlli per far sì che non avvenga il tradizionale assalto da parte dei venditori irregolari. Schierati ci sono quattrocento agenti della polizia municipale - un centinaio per turno - che controlleranno palmo a palmo tutto il reticolo di strade intorno al Castello. Non solo. Al loro fianco anche gli agenti di polizia, carabinieri e guardia di finanza nonchè gli uomini dell’Annonaria. Una task force cresciuta quest’anno, come ha sottolineato il comandante della Polizia municipale Emiliano Bezzon, proprio per la nuova collocazione della fiera. La lunga notte dei controlli scatta questa sera alle 19, «perché - come promette Tiziana Maiolo, assessore alle attività commerciali - quest’anno gli abusivi non ci saranno». E aggiunge: «Puntiamo alla prevenzione. Sperando di non dovere arrivare alla repressione». Insomma i segni fatti con lo spray in alcune zone intorno al Castello dovrebbero rimanere vuoti. Ad aprire saranno solo i 414 regolari lungo i 1280 metri di anello, con 48 categorie merceologiche rappresentate e l’aggiunta di cinque mestieranti ossia gli artigiani che lavoreranno lì per lì il cuoio e il vetro.
«Comunque vada, sarà un disastro», tuona Matteo Salvini capogruppo della Lega in consiglio comunale. E rincara: «Se terranno il parco chiuso si impedirà alle famiglie con bambini di entrare. Se lo avessero aperto era da prevedere il festival degli abusivi». Insomma una strada senza uscita. Soluzione? «Il taglio del quaranta per cento delle bancarelle. Da 414 a 260 eliminando cioè quelle 150 che vendono dalle mutande ai dischi, tutti prodotti che non hanno niente a che vedere con la tradizione». Così diventerebbe «una fiera normale, meglio controllabile che con questi numeri potrebbe tornare anche a Sant’Ambrogio». In quella che è stata la sua sede dal 1866 a oggi. A questo fine la Lega metterà un banchetto in piazza Castello dove si raccoglieranno le firme per sostenere la delibera. Non solo. «In questo modo si rende dignità a una fiera nata nel 1400 che aveva la sua postazione sotto la Loggia dei Mercanti e che proponeva oggetti della tradizione davanti ai quali i bambini si meravigliavano esclamando “Oh bej!”». Sulle categorie merceologiche un occhio attento sarà anche quello dell’assessore Maiolo che promette di vigilare affinché sia rispettata la tradizione. E contrattacca: «Le critiche le accetterò dopo. La nuova collocazione è un esperimento e se ci sarà qualcosa da modificare lo faremo».