Gli Oh bej al Castello fanno il pienone ma mandano in tilt traffico e mezzi

Lega e An protestano: «Dimezzare ambulanti e giorni di fiera» La Maiolo replica: «Tutti soddisfatti, miglioreremo la qualità»

Gianandrea Zagato

Secondo tradizione: passeggini che avanzano a fatica, contorno di cani che rischiano di finire calpestati e milanesi che tentano di districarsi tra le bancarelle, magari evitando di perdere un occhio diventato bersaglio delle stecche d’ombrello dei passanti. Il copione degli Oh bej, oh bej è rispettato, anche nella nuova location del Castello Sforzesco dove l’organizzazione va in tilt. E se i vigili sono impegnati a districare serpentoni d’auto del traffico pre-natalizio che paralizza foro Buonaparte e le strade adiacenti, Atm è costretta a subirsi le lamentele dei milanesi che alla faccia del potenziamento dei mezzi pubblici scoprono che la Milano dell’Immacolata è uguale a quella delle ore di punta.
Fotografia di una Milano che, avvertono An e Lega, certifica con i disagi quale errore sia stato traslocare la fiera di Sant’Ambrogio. «Vista l’esperienza di quest’anno, l’unica soluzione che resta e che rimane valida è la riduzione della Fiera a un solo giorno, così non avrà più la capacità di attrarre a Milano l’illegalità» (Carla De Albertis, An). «Deve esserci un taglio, una fiera normale di 200 bancarelle invece che di 400 e passa. Se il Comune avesse previsto un numero più adeguato di posti e se, soprattutto, avesse evitato la collocazione della quattro giorni al Castello Sforzesco, be’ la Fiera sarebbe stata meglio presidiabile» (Matteo Salvini, Lega)
Note critiche che si sintetizzano in un sostantivo, «disastro». Ma Palazzo Marino non sembra voler cogliere gli aggiustamenti che arrivano dalla maggioranza: «Il Comune ha cercato di fare in modo che la nuova collocazione fosse soddisfacente e su questo mi sembra che vi siano pareri positivi sia dagli ambulanti che dai milanesi» annota l’assessore Tiziana Maiolo. Come dire: «Siamo stati attenti all’estetica e a fare in modo che tutto avvenisse nelle regole. L’anno prossimo ci impegneremo a migliorare la qualità delle merci in vendita perché comprendiamo le critiche su ciò che viene venduto e che non sempre è all’altezza».
Già, gli Oh bej, oh bej si sono trasformati in un suk dove tra rigattieri d’arte e maestri dolciari spuntano bancarelle di cianfrusaglie e questo, sostengono pure i commercianti, non aiuta certo il mantenimento della tradizione. Suggerimento dunque alla diminuzione delle categorie merceologiche che l’assessorato alle Attività produttive ha già fatto proprio, ben comprendendo che altrimenti si rischia di spezzare il legame con quella tradizione che si perde nei tempi antichi. Impegno che, continua Tiziana Maiolo, è stato «messo in atto anche per i mercatini natalizi lungo corso Vittorio Emanuele, dove il successo di pubblico ci suggerisce di replicare anche a Pasqua». Iniziative sicuramente gradite, osserva l’associazione dei commercianti ambulanti ma a patto che «non ci sia traccia di abusivi».
Riferimento a quei duecento e più illegali che hanno occupato viale Alemagna, a due passi dal Castello Sforzesco, e che il comandante dei ghisa Emiliano Bezzon esclude «di poter sgomberare» anche «perché la decisione di lasciarli stazionare nei dintorni della Triennale è stata presa per controllarli meglio e per meglio vigilare sull’andamento degli Oh bej, oh bej». E, in effetti, con questa «decisione» si sono create due Fiere: la prima regolare e la seconda dell’illegalità, dove non c’è alcun rispetto delle norme di sicurezza e dove c’è il rischio che nelle prossime ore aumenti la presenza di abusivi. Ma di questo, garantiscono De Albertini e Salvini, se ne discuterà in consiglio comunale: impensabile, dicono, che Milano possa sopportare questo, «forse serve una bella cura “Cofferati”».