Oh bej nel caos:

I passeggeri della 94 abbandonano il bus in fretta e furia. Gli automobilisti incolonnati tra Cadorna e Buonaparte incitano la polizia con i clacson. Anche quelli che, attorno alle dieci, sbarcano alle Nord protestano. Nel mirino gli abusivi che, alle undici, minacciano la fiera della milanesità. Centocinquanta o poco più senza licenza vorrebbero partecipare al tradizionale mercatino degli Oh bej Oh bej.
Per farlo giocano la carta della guerriglia, con tanto di centri sociali in appoggio e blocchi del traffico da manuale. Stavolta, però, minacce spintoni e urla non hanno effetto. Tafferugli senza né capo né coda, che gli agenti sedano nel giro di un battibaleno. Ma, loro, non ci stanno. E vai, allora, con il corteo dei disperati lungo neppure venti metri. Ma è tutto inutile. Lo capiscono, senza nemmeno un’eccezione, alle quindici e un minuto: «Non c’è più nulla da fare. La partita è chiusa. Andate a casa». Francesco Rizzati, capogruppo comunale Pdci, si sgola per spiegarlo e rispiegarlo: «Il sindaco è scappato dalle sue responsabilità. Vi hanno negato un diritto, non fate però atti pericolosi». Partono i fischi, anche contro il comunista colpevole di aver tentato la mediazione con Palazzo Marino. Tentativo andato a buca perché, chiosa Giovanni Terzi, la «musica è cambiata»: «Non si scende a patti. È un atto di responsabilità, il nostro, per i negozianti che pagano. Anzi, chiediamo agli abusivi di andarsene e da subito».
Fuori dall’area della fiera, dopo qualcosa come venti anni. Stop ai globetrotter dell’illegalità che, ieri, hanno persino firmato un volantino come «abusivi»: «Siamo accorsi da tutt’Italia: artisti, artigiani e creatori dell’ingegno per continuare la tradizione della festa. Le forze dell’ordine in assetto antisommossa ci hanno costretto a sgomberare». E giù con leit motiv dedicati alla «città ostaggio del manicheismo di De Corato», alla «Milano blindata di Terzi» e alla «Moratti che non ci fa lavorare» e con la mozione d’affetto ai milanesi, «loro non ci vogliono, ma voi sì». Certezza che appare quantomeno di troppo alla prova dei fatti: all’interno dell’area della kermesse ambrosiana non c’è un cittadino che testimoni nostalgia per gli abusivi desaparecidos. Anzi, i passeggini avanzano senza fatica, non c’è il solito contorno di cani senza collare che rischiavano di finire calpestati e, last but not least, c’è sempre la solita calca di chi tenta di districarsi tra le bancarelle.
Insomma, l’istantanea della fiera attorno al Castello Sforzesco è di «quelle che fa bene al cuore di Milano» osserva l’assessore Terzi. E loro, gli abusivi? In un angolo del parcheggio di via Mario Pagano, tentativo estremo di vendere merce senza licenza. Ma le regole vanno rispettate e anche da lì se vanno, a casa loro.