OH MARE NERO, MARE NERO

Ore 17,26 di ieri. Il fax della redazione sputa un comunicato stampa del Comune di Genova dal titolo torrenziale: «Nessun “ricovero“ a Genova ma solo due lievi malori forse attribuibili all’alga “ostreopsis ovata“. Escluso un danno provocato dai depuratori. Domani si decide se sospendere o meno i divieti di balneazione. Un problema mediterraneo che deve essere meglio studiato».
Quasi un titolo di giornale, completo di occhiello e catenaccio, elaborato dall’ufficio stampa del Comune di Genova, mai così efficiente, giusto per facilitare il lavoro dei colleghi nei giornali, stanchi per non essere andati ancora in vacanza o fiaccati dal caldo. Quasi un titolo di giornale perfetto anche per sfrattare dalle pagine dei quotidiani genovesi le parole del commissario dell’Icram (la task-force anti-alga inviata a Genova dal ministro dell’Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio, compagno di coalizione degli amministratori genovesi) che ha spiegato: «In questi ultimi giorni sono state numerosissime le persone che hanno dovuto ricorrere alle cure mediche e in certi casi anche al ricovero ospedaliero perchè entrate in contatto con le alghe».
Poi, dopo il quasi-titolo, il Comune spende ben trenta righe per spandere alghe dialettiche vellutate, quasi più morbide di quelle di Vanna Marchi, in cui si spiega che non c’è nessun rischio. E, per ogni domanda, c’è una risposta alla vaselina, tranquillizzante e pronta a espandersi per tutto il comunicato, più velocemente dell’ostreopsis in mare.
L’alga? Il divieto di balneazione è «precauzionale e temporaneo». Gli stabilimenti balneari dove bagnarsi è un’ipotesi? «Diciotto su un totale di circa cento». Il fatto che siamo al bis? «A Genova si sta affrontando un problema di dimensione mediterranea. Casi di malore indotti da questo tipo di alga si sono registrati già l’anno scorso in altre località italiane e mediterranee, e anche quest’anno, tra l’altro presso Palermo e a Fregene». E via minimizzando, fino al fatto che «al comune di Genova non risulta che la fioritura dell’alga debba essere messa in relazione al presunto cattivo funzionamento dei depuratori». Ovviamente, non risulta «finora».
Il problema è che, a furia di minimizzare, in gran parte per colpa del Comune e del cattivo funzionamento dei depuratori, ne stiamo vedendo (e sentendo, nessuno dei cinque sensi è risparmiato da Tursi) di tutti i colori e di tutti gli odori: la puzza alla Foce e a Carignano, gli scarichi sotto inchiesta a Sestri, le morie di cefali a Voltri, i ripascimenti dell’Aster con sabbia bocciata dai tecnici dell’Arpal a Quinto e a Nervi, spume in mare, alga al bis...Ce ne sarebbe abbastanza per le dimissioni della giunta.
Da noi no, tutto tranquillo. Anzi, il Comune di Genova ha già individuato la soluzione: «È molto probabile che il problema si risolva nei prossimi giorni a causa del ciclo naturale di fioritura dell’alga, che non dura più di 10 giorni».