«Oh no!, Zizou»: e la testata diventa un film

da Locarno

Cade come il cacio sui maccheroni (vista la patata bollente servita da monsieur Domenech con relativa ustione della Francia, che ha chiesto scusa agli italiani, offesi come corruttori del pallone globale) la proiezione, in Piazza Grande, del docufilm Winners and Losers (Vincenti e perdenti), firmato dal londinese Loch Kowalski. In prima mondiale sulla scena svizzera, apparentemente poco interessata alla palla, questa coproduzione franco-americana parla della finale di Coppa del mondo 2006, quella ormai celeberrima per la testata di Zinedine Zidane al petto del nostro Materazzi, subito accasciato. In chiave intimistica, senza puntare la cinepresa sui giocatori, Kowalski (il cognome polacco gli viene dai genitori emigrati in Inghilterra) tratteggia i tifosi scalmanati e le donne di mezza età, conquistate dal tifo. Tra Roma e Parigi, scorrono sul grande schermo i tic e le manie dei supporters. «È cinema allo stato puro», commenta il cineasta, che dopo aver ritratto l’ambiente newyorchese della pornografia («Sex Stars», 1977), con conseguente consacrazione a capofila del cinema underground, può ben permettersi di focalizzare su un’altra pornocrazia moderna, quella delle partite di calcio. «Ho voluto realizzare un semplice film sulle emozioni della gente, guardando al periodo neorealista italiano. Per questo ho cercato di rimanere fedele alla linea, ritraendo unicamente persone umili, stanche, quelle che incontro sul tram», puntualizza l’artista, l’unico ammesso a filmare il dietro le quinte del tour dei Sex Pistols, dal quale venne fuori il docudrama D.O.A. (1981). E se gli spettatori della (fin qui) più famosa partita Italia-Francia vengono usati come specchi riflettenti, con i loro visi ripresi da diverse angolazioni, mentre vi passano sopra odio, collera, gioia, rancore in un susseguirsi rapido di sfumature, ogni reazione rimbalza sul cinespettatore. «Il mio film è sia sui tifosi che sul mondo del calcio. In futuro qualche antropologo potrà studiarlo, con qualche vantaggio cognitivo», sorride il cineasta, già in concorso a Locarno nel 2003 con il video Camera Gun.
E il momento del gran finale, quello con la storica capocciata di Zizou? Viene ripreso in extra time, con Zidane che sussurra qualcosa di offensivo all’indirizzo di Materazzi, venendone ricambiato, intanto che il pubblico commenta: «Oh, no, Zinedine!», oppure: «Bastardo!», con le facce degli italiani rosse non si sa se di piacere o rabbia. «Oggi sappiamo che l’Italia ha battuto la Francia, però la gente ritratta in Winners and Losers vivrà per sempre. E quando si spegna lo schermo, qualcosa, dentro, ci resta». Furbo Kowalski! Essendo un’icona del cinema scapestrato Usa, si permette di dire amenità fresche come l’acqua Paola (non sa di niente), aggiungendo: «Sono un artigiano, al tempo dei reality show televisivi. Faccio ogni cosa a mano, perciò. Girare questo storico documentario, per me, è stata un’opportunità senza pari». Però, la catastrofe dipinta sui visini dei supporter francesi, in retrospettiva, con le pretestuose polemiche dei giorni scorsi, si gusta con più soddisfazione.