Ok al piano carceri: posti per 60mila detenuti

Approvato
il piano carceri: poteri straordinari al capo del Dap e iter più veloci per l’edilizia carceraria. Alfano: "Obiettivo di preservare la dignità dei
detenuti". A febbraio la riforma del processo penale: pressing sulle intercettazioni

Roma - Il Consiglio dei ministri ha approvato questa mattina il piano carceri presentato dal ministro della Giustizia, Angelino Alfano. La via per approvarlo in Parlamento in tempi rapidi sarà inserirlo all’interno del decreto "milleproroghe", al momento all’esame della commissione Finanze del Senato. "Abbiamo approvato un piano per offrire finalmente al nostro paese un assetto dell’edilizia carceraria al passo con i tempi - ha spiegato il Guardasigilli - con l’obiettivo di preservare la dignità dei detenuti".

Il piano carceri Tra i punti centrali del piano carceri approvato dal Consiglio dei ministri figurano anche i poteri straordinari al capo del Dap Franco Ionta e iter più veloci per l’edilizia carceraria. Ionta dovrà individuare "la migliore e più razionale allocazione degli istituti penitenziari nel nostro paese" e potrà sostituirsi alle amministrazioni inadempienti. I nuovi istituti, ha detto Alfano, saranno considerati "strutture strategiche nazionali". In particolare, il commissario straordinario avrà anche la facoltà di "dimezzare tutti termini relativi alle autorizzazioni" proprio per accelerare l’ iter per la realizzazione di nuovi carceri. Il piano porterà il numero dei posti disponibili per i detenuti da 43mila a 60mila. Il Guardasigilli ha confermato che la norma sarà presentata come emendamento al decreto 'milleproroghe': "Abbiamo poco tempo e pochi soldi per realizzare le strutture ma l’obiettivo è portare il numero dei posti da quello attuale di 43mila a quello dei 60mila posti". Alfano ha quindi ricordato che attualmente in Italia ci sono 58.200 detenuti.

La riforma del processo penale La riforma del processo penale verrà esaminata nel primo Consiglio dei ministri di febbraio. Il Governo ha deciso di arrivare al 31 gennaio, data di inaugurazione dell’anno giudiziario nelle corti di appello, con un "testo aperto". "Sulle intercettazioni ho intenzione martedì di operare con i capigruppo della maggioranza e arrivare a una sintesi - ha spiegato Alfano - vi sono alcuni punti ancora aperti ma penso che un accordo potrà essere trovato per quella data".