Ok al piano regolatore, la città cambia volto

L’ora decisiva per il futuro di Milano scocca alle 16.41. Quando con 37 voti a favore, due contrari, un astenuto e l’opposizione che abbandona il consiglio, a Palazzo Marino passa definitivamente il Pgt, il Piano di governo del territorio che andrà a sostituire il vecchio piano regolatore. Uno strumento urbanistico che governerà lo sviluppo della città per i prossimi trent’anni. «Non finisce qui» la minaccia del centrosinistra ancora battuto dai numeri. «Certo che non finisce qui - ribatte l’assessore all’Urbanistica Carlo Masseroli, il papà del Pgt - Questo è solo l’inizio della rivoluzione per la città». Felice la Moratti che brinda con consiglieri e assessori in Galleria. «Questo Pgt porterà fermate del metrò e servizi a non più di 500 metri da casa entro il 2030, 22 nuovi parchi per un totale di verde in più, pari a 120 volte il parco Sempione, 30mila alloggi a prezzi calmierati, 18 milioni di metri cubi di costruzioni in aree oggi abbandonate».