Gli «olè» di Schwartzel al Masters di Madrid

Non si annunciava come un torneo eclatante: montepremi di appena un milione di euro, assenza di big veri e propri, ma alla fine il Madrid Masters ha saputo regalare belle emozioni ed un vincitore che ha meritato di essere tale e che non è certo campione di secondo piano almeno in prospettiva. Sul percorso storico del club De Campo della capitale iberica, il sudafricano Charl Schwartzel ha conquistato il suo terzo titolo in carriera sul Tour europeo ed i 166mila euro della prima moneta. Un torneo giocato, e vissuto dal pubblico, anche nella atmosfera emotiva della notizia dell’improvviso ricovero in ospedale - a poca distanza dal percorso di gara - di Severiano Ballesteros, il «grande di Spagna» del quale parliamo in questa stessa pagina.
Schwartzel andato al comando - insieme all’australiano Marcus Fraser - già al termine delle 36 buche grazie ad un secondo giro in 64 ha saputo tener duro malgrado un dolore alla spalla ed una incombente influenza (il venerdì mattina era pronto a dare forfait ma il padre l’ha dissuaso chiedendogli comunque di provarci!) e alla fine si è prodotto in una performance degna di un vero campione. Un 66 nel terzo giro lo vedeva partire per le ultime 18 buche con un colpo di vantaggio sul «bombardiere» argentino Ricardo Gonzalez e tre sul giovane idolo di casa Pablo Larrazabal autore, come l’argentino, di un terzo round in un fantastico 62. Nell’ultimo giro il ventiquattrenne sudafricano - in migliorate condizioni fisiche - continuava nella sua marcia regolare mentre alle sue spalle c’era chi come lo spagnolo Del Moral, l’australiano Tampion e l’inglese Waring cercavano di rimontare ma solo Larrazabal e Gonzalez restavano i due veri pericoli per il futuro vincitore. Lo spagnolo - estroso, carismatico e sostenuto dal pubblico - alternava cose egregie a qualche errore, soprattutto nel finale. L’argentino dopo una partenza regolare con 8 par consecutivi si svegliava ed andava seriamente ad insidiare il primato del sudafricano che rallentava un po’ al giro di boa. Si riprendeva però quasi subito e debellava un prevedibile spareggio con tre birdie alla 13, 14 e 17, lasciando, come detto, Gonzalez a tre colpi e Larrazabal ancora un colpo indietro ma da solo in terza posizione grazie ad un eclatante birdie proprio all’ultima buca. Tra gli azzurri, a terminare il torneo, il migliore è stato Emanuele Canonica che con un giro finale in 66 ha riscattato il mediocre 74 della terza giornata terminando in 43ª posizione. Iter contrario per Edoardo Molinari che con un 74 finale è scivolato al 57° posto. Paolo Terreni, dopo essere stato quinto al termine di 36 buche, ha mollato chiudendo con un pesantissimo 82 che lo ha relegato in 67ª posizione.
Al Palazzo Arzaga Golf & Resort grande successo ha ottenuto il Lake Garda Senior Italian Open, l’Open d’Italia «Over 50» presenti tutti i migliori giocatori europei e non solo del Senior Tour. Sul percorso disegnato da Jack Nicklaus jr, l’inglese Peter Mitchell con un giro finale in 68 colpi ha colto il suo terzo successo stagionale e la prima moneta di 30mila euro che lo proietta al quarto posto nell’ordine di merito alle spalle di Ian Woosnam, Bernhard Langer e Gordon Brand. Costantino Rocca ancora una volta è stato protagonista in campo e fuori, ma un giro finale in stretto par 72 lo ha visto scendere dal quinto posto che occupava dopo le prime due giornate, al settimo. L’anno prossimo si replica.
Chiudiamo con una notizia «in rosa». Negli States una grande Silvia Cavalleri ha conquistato il quinto posto nel Longs Drugs il torneo del Tour americano svoltosi in California e vinto dalla giovane coreana - al suo primo successo - In-Kyung Kim.